Digitale terrestre, cambio in vista: la novità per gli utenti

Digitale terrestre nei prossimi mesi ci saranno i cambi di frequenza e alcuni canali non si vedranno: cosa bisogna fare

Digitale terrestre
Digitale terrestre, le novità (foto Facebook)

Nel digitale terrestre c’è un nuovo standard che si chiama DVB T2 e nei prossimi mesi prossimi mesi saranno cambiate le frequenze per gare spazio al 5G. Sono in tanti a chiedersi se bisognerà cambiare il televisore, basterà comprare solo un nuovo decoder o non ci sarà bisogno di fare nessuna delle due operazioni.

Si risparmia banda (cioè la frequenza di trasmissione del segnale) ma ci sarà una migliore qualità sia dal punti di vista audio sia per quello video. Dopo il passaggio dall’analogico al digitale, avvenuto a scaglioni a partire al 2008, questo è il secondo grande cambiamento nelle telecomunicazioni televisive.

La novità consiste nel cambio di frequenza di tutti i canali, che siano nazionali o locali. Ciò significa che tutti dovranno cambiare il televisore o il decoder? Non necessariamente. Il cambiamento avverrà gradualmente da settembre e solo in alcuni casi il passaggio avverrà automaticamente.

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Digitale terrestre, il calendario del cambio frequenze

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Per i televisori e i decoder di nuova generazione non dovrebbero esserci problemi e il passaggio avverrà in maniera automatica dalle trasmissioni DVB-T alle nuove DVB-T2. I decoder di prima generazione incompatibili con DVB-T2 non trasmetteranno nulla e in quel caso sarà necessario sostituirli.

Tutti i televisori saranno adatti, anche quelli con il tubo catodico, l’importante è il decoder anche se in questo caso a perdere potrebbe essere la qualità video. Per quanto riguarda le antenne non ci sarà bisogno di alcuna sostituzione.

A differenza del passaggio dall’analogico al digitale, questa volta interesserà prima le regioni del Nord. Dal 1 settembre 2021 al 31 dicembre 2021 riguarderà le regioni di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna.

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Dal 1 gennaio al 31 marzo 2022 nuove frequenze per Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Umbria e Sardegna. Infine, dal 1 aprile fino al 20 giugno 2022 le restanti regioni Abruzzo, Marche, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia.