Roma, scontri tra polizia e manifestanti del movimento “IoApro”

Duri scontri a Roma tra le forze di polizia e i manifestanti ‘IoApro’. Tanti rappresentanti di diversi mondi si sono dati appuntamento nella capitale.

Roma
Forze dell’ordine in piazza schierate nella Capitale (via social)

Nella città di Roma si sono registrati oggi duri scontri tra le forze dell’ordine e i rappresentanti del movimento “IoApro”. In tanti sono arrivati nella capitale, per testimoniare un grido di angoscia che attanaglia diversi settori della società civile.

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Dal mondo dello sport fino alle partite IVA, la richiesta è univoca. Si chiede di riaprire il prima possibile, anche per non aggravare ulteriormente la situazione economica. Circa 500 persone si sono mobilitate via social, sfidando anche le limitazioni imposte dal Covid.

Roma, tra scontri e richieste di aperture

Roma
Forze dell’ordine in piazza schierate nella Capitale (via social)

Il corteo di manifestanti ha provato ad avvicinarsi a Montecitorio, che però era stato blindato dopo gli scontri della scorsa settimana. Quindi hanno ripiegato su Piazza San Silvestro. Una parte di loro, afferente a CasaPound, ha provato a forzare il corteo senza riuscirci.

Nel pattugliamento delle strade era impegnata anche la polizia locale. L’obiettivo è chiaro: evitare gli scontri e i tafferugli ad ogni costo. Nonostante ciò sono state 50 le persone identificate, delle quali 13 provenienti dalla Sicilia e 39 arrivate con gli autobus.

Le richieste dei manifestanti

Alcuni quotidiani hanno raccolto le voci della protesta. In molti rivendicano il diritto a ritornare a svolgere la propria attività. Come detto da alcuni, il Covid colpisce tutti ed è illogico che alcuni settori siano aperti mentre altri vengano costretti ad abbassare la saracinesca.

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Per ora non si registrano risposte dal mondo della politica, eccezion fatta per Matteo Salvini. Il segretario della Lega non era presente alla manifestazione ma condivide le istanze dei lavoratori in piazza. Si è detto disposto a portarle a conoscenza del Governo, attraverso i ministri del proprio partito. Allo stesso modo ha invitato alla calma, evitando che il tutto possa sfociare in moimenti o azioni violente.