Covid, la pandemia rallenta lo screening della Terra dei Fuochi

L’emergenza Covid comporta anche delle difficoltà in altri ambiti. Come il monitoraggio della Terra dei fuochi, essenziale per ricostruire le dinamiche dell’economia criminale.

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Il Covid rallenta la prevenzione nella Terra dei Fuochi (via web)

La Campania è messa a dura prova dall’emergenza Covid. Il territorio regionale fa fronte ad un numero sostenuto di casi, con gli ospedali che lavorano senza sosta per curare i ricoverati. Ma il virus ha anche effetti che incidono indirettamente su altri fattori.

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Così è il caso dell’aumento dei tumori nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Un territorio martoriato da anni di sversamenti illeciti. Questi ultimi hanno prodotto un innalzamento dlle patologie oncologiche a danno dei residenti, colpendo indistintamente tutte le fasce d’età.

Covid, l’appello della consigliera per la Terra dei Fuochi

A tal proposito la consigliera regionale in quota Movimento 5 Stelle, Maria Muscarà, che riporta un appello dei Medici per l’ambiente. La politica ha presentato una mozione al riguardo, elencando anche i dati allarmanti aggiornati in questi mesi.

Nello specifico uno studio registra l’aumento dei casi oncologici in tutti e 55 i comuni della zona oggetto di analisi. Una fotografia che si aggrava a causa del mancato monitoraggio, ostacolato principalmente dall’emergenza coronavirus di questi ultimi mesi.

Pronti gli stanziamenti per le bonifiche delle aree

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L’appello affinché si utilizzino i fondi stanziati dal Governo (via web)

Molti i pazienti in attesa di diagnosi o di interventi salvavita. Sempre più frequenti i tumori al seno e al colon ma anche patologie respiratorie e neonatali. Così come i casi di infertilità, in pesante crescita e le malattie endocrino metaboliche.

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Proprio per contrastare questo doloroso fenomeno, la Regione riceverà 25 milioni di stanziamento per le bonifiche. Tuttavia la Muscarà chiede che vengano messe in campo misure di prevenzione a partire dalle donne in gravidanza e dai minori di 36 mesi. La pandemia-conclude- non può e non deve essere il motivo per rallentare il processo di contrasto e prevenzione nella Terra dei fuochi. Questo anche per evitare ulteriori peggioramenti.