Caso Zaki, anticipata ad oggi l’udienza al tribunale del Cairo

Zaki ancora detenuto in Egitto: anticipata ad oggi la nuova udienza in tribunale al Cairo. Gli avvocati pronti a presentare documenti sulle condizioni di salute precarie del padre.

Zaki
Patrick Zaki

Oggi nuova udienza per la scarcerazione di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna incarcerato con l’accusa di propaganda sovversiva. Il giovane è stato arrestato oltre un anno fa non appena arrivato nel suo paese natale. Numerosi gli appelli per la sua liberazioni, ma ogni udienza nel tribunale annesso al complesso carcerario di Tora, all’estrema periferia meridionale del Cairo, ha convalidato l’ingiusta misura di custodia cautelare. La salute dello studente sta risentendo molto di questa lunga incarcerazione, oggi i suoi avvocati proveranno a farlo uscire. Nell’ultima udienza, quella del primo febbraio, i giudici avevano emesso sentenza per altri 45 giorni di custodia cautelare. Il nuovo incontro in tribunale era quindi atteso per la metà di marzo, ma è stato anticipato ad oggi.

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Udienza per Zaki: nuovi documenti per la scarcerazione

Zaki
Murales Zaki e Giulio Regeni (websource)

Venerdì dal Cairo l’annuncio dell’anticipazione dell’udienza. I legali dello studente riferiscono che si presenteranno in tribunale a mezzogiorno (le 11 ora italiana), ma l’esito sarà comunicato soltanto nella giornata di domani. Gli avvocati presenteranno ai giudici documenti riguardanti le condizioni di salute del padre di Zaki, ricoverato in ospedale dalla scorsa domenica. Condizioni assai precarie, aggravate da ipertensione, diabete e oscillazioni della pressione arteriosa.

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Lo studente è in carcere dal 7 febbraio 2020, l’Ambasciata italiana al Cairo segue da vicino gli sviluppi del caso. Nel corso di questi dodici mesi tante iniziative hanno avuto il merito di “tenere accesa la luce” sul caso Zaki, soprattutto ad opera dei collettivi studenteschi e delle università. La città di Bologna, dove Patrick studiava, ha lanciato anche un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché conceda la cittadinanza italiana all’attivista e ricercatore egiziano, favorendone così la liberazione.