Francia, è morto l’ex presidente Giscard D’Estaing

Francia, addio a Giscard D’Estaing. Aveva 94 anni ed era malato di covid. Negli ultimi mesi aveva anche avuto problemi di cuore

Giscard D'Estaing
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Addio all’ex presidente della Repubblica Francese Valéry Giscard D’Estaing. Aveva 94 anni e la causa è stato il covid e l’aggravamento della condizione già precaria per via dei problemi cardiaci.

È stato all’Eliseo dal 1974 al 1981 in un periodo cruciale della storia europea con il graduale allargamento del processo di integrazione tra di Stati di quella che all’epoca si chiamava Comunità Economica Europea (antesignana della Ue) e le tensioni altalenanti delle Guerra fredda.

Proveniente da ambienti del centrodestra e cristiani, vinse alle elezioni Francois Mitterrand, successivamente protagonista della politica degli anni Ottanta. Quando Giscard D’Estaing arrivò alla presidenza aveva 48 anni e fu il più giovane della Quinta Repubblica.

Fu il primo presidente non gollista anche se il Generale De Gaulle su sempre un suo punto di riferimento, un uomo che ha sempre ammirato così come Jean Monnet, uno dei padri dell’Europa Unita.

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Giscard D’Estaing, la lunga carriera politica

Le prime esperienze nel governo le ebbe a partire già dal 1959. Per tutti gli anni Sessanta ottenne incarichi importanti soprattutto in ambito economico. La Francia che trovò quando giunse alla presidenza usciva da un 1968 per certi versi traumatico con le proteste che mettevano in discussione proprio l’essere e la società così com’erano ormai conosciuta e in un certo verso fu anche lui il nuovo.

Fu tra i primi politici europei a mostrarsi “non politico” come quando praticava sport o con le foto di famiglia sui manifesti di auguri di buon Natale per le strade. Durante il suo mandato la Francia come tutto il mondo industriali visse la crisi economica dovuto all’innalzamento dei prezzi del petrolio del 1973 con gli effetti che si ebbero anche negli anni successivi, ma rafforzò il rapporto con la Germania e il cancelliere Helmut Schmidt.

Nel 2001, vent’anni dopo aver lasciato la presidenza, assunse la guida della Convenzione per l’Europa, l’organo deputato a scrivere la Costituzione Europea che fu poi bocciato dai francesi al referendum del 2005.

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