Ponte Morandi, arrestati vertici Autostrade per l’Italia

Ponte Morandi, sei arresti tra ex e attuali dirigenti di Autostrade per l’Italia in un’inchiesta parallela ai fatti di Genova

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Giovanni Castellucci (Getty Images)

Attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture. Con queste accuse la Guardia di Finanza ha arrestato sei persone della società Autostrade in un’inchiesta parallela a quella sul crollo del ponte di Genova del 14 agosto 2018 dove persero la vita 43 persone.

Domiciliari per l’ex Amministratore Delegato Giovanni Castellucci. Stesso provvedimento per Michele Donferri Mitelli, ex responsabile manutenzioni, e Paolo Berti, direttore centrale operativo dell’azienda. L’indagine è scattata un anno fa dopo l’acquisizione dei finanzieri di alcuni documenti nell’ambito dell’inchiesta su Genova e vertono sulle barriere fonoassorbenti montate sull’intera rete autostradale.

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Ponte Morandi, arresti Autostrade: l’indagine riguarda i fonoassorbenti

L’indagine sui fonoassorbenti è nata dal Ponte Morandi. Secondo gli investigatori guidati dal colonnello Ivan Bixio le persone coinvolte erano ben consapevoli che le barriere fossero difettose e del grande rischio per la sicurezza e che tra il 2016 e 2017 ci sono stati dei cedimenti per forte vento a sulla rete autostradale genovese. Ci sarebbe stata una sottostima del vento e l’utilizzo di materiali per l’ancoraggio non conformi alle certificazioni europee.

Gli indagati non avrebbero provveduto alla sostituzione e messa in sicurezza necessari ma procedendo con accorgimenti momentanei non risolutivi. Viene contestata anche una frode allo Stato perché c’è stata una mancanza per non aver adeguato la rete da un punto di vista acustico, occultando inidoneità, senza aver avvisato il Ministero delle Infrastrutture.

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