Coronavirus, Campania tra le Regioni in zona gialla: la perplessità di De Luca

La Regione Campania, stando all’ultimo Dpcm varato dal Governo, rientrerebbe nella zona gialla: cosa comporta nelle misure anti Coronavirus?

Coronavirus Campania
Il Vesuvio all’alba ripreso in lontananza (Getty Images)

La Campania rientra tra le Regioni in zona gialla. Lo ha riferito il premier Conte nella conferenza tenuta alle 20.20 per spiegare le novità introdotte dal Dpcm che entrerà in vigore da venerdì 6 novembre.

La Regione, stando alle informazioni filtrare per tutta la giornata, si sarebbe dovuta collocare in zona arancione. In extremis, però, dopo l’ultimo vertice con il Cts, il ministero della Salute ha promosso la Campania nelle regioni dell’area gialla.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Conte: “Da venerdì l’Italia sarà divisa in tre aree, vi spiego”

Coronavirus, Campania in zona gialla

Covid campania scuole infanzia
Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca (Pagina Facebook Vincenzo De Luca)

Già nel pomeriggio, però, il governatore De Luca aveva espresso il proprio dissenso nei confronti delle misure adottate dal Governo. “Si trovano nel dpcm anche misure utili e significative. Ma è evidente la linea generale assunta dal Governo: anziché scegliere in modo chiaro la linea della prevenzione del contagio, si sceglie di intervenire dopo che il contagio è esploso”, rende noto il governatore attraverso i propri profili social.

LEGGI ANCHE >>> Coronavirus Campania, bollettino 4 novembre: 4181 positivi e 15 morti

La foto

 

Visualizza questo post su Instagram

 

COVID-19, PERPLESSITÀ RISPETTO AL DECRETO E ALLE SUE INCONGRUENZE 🔴#CORONAVIRUS: l’ultimo dpcm stabilisce il blocco della mobilità dalle 22 alle 5. Sembra francamente che sia una misura più che contro il Covid, contro il randagismo, visto che non interessa il 99% dei cittadini. Ma la cosa grave è che, nel frattempo, non si decide nulla rispetto alle decine di migliaia di persone che, nei fine settimana, nelle domeniche, si riversano in massa sui lungomari e nei centri storici, senza motivi di lavoro o di salute, e nell’assenza di ogni controllo. Ci si domanda inoltre, cosa sia cambiato rispetto ai due mesi passati, nel corso dei quali il ministro dell’Istruzione ci ha ripetuto che mai e poi mai si sarebbe chiusa l’attività all’interno delle scuole. Si sono perse settimane preziose e nel frattempo sono aumentati in modo pesante i contagi anche nella fascia 0-18 anni. In più, si prevede per i bambini delle elementari l’obbligo di indossare in classe la mascherina. È francamente sconcertante. Si trovano nel dpcm anche misure utili e significative. Ma è evidente la linea generale assunta dal Governo: anziché scegliere in modo chiaro la linea della prevenzione del contagio, si sceglie di intervenire dopo che il contagio è esploso. Una linea poco responsabile e poco efficace. Con l’aggravante di questo calvario di disposizioni, parziali e a getto continuo, che crea sconcerto fra i cittadini, divisione tra le categorie, tensioni sociali. In più non si è data a tutti i cittadini la percezione della drammaticità della situazione, spingendo tante persone, anche per la mancanza di controlli rigorosi ed efficaci, verso comportamenti di lassismo o di vera e propria irresponsabilità. Avevamo chiesto al Governo tre cose precise: 1) Misure immediate di ristoro o di detassazione 2) Congedi parentali per le madri lavoratrici dipendenti, con retribuzione piena e bonus baby sitter per le lavoratrici autonome. 3) Misure omogenee e semplici su tutto il territorio nazionale, dato che il contagio è ormai diffuso in tutto il paese. Richieste non accolte. Si assumerà il Governo la responsabilità sanitaria e sociale delle sue scelte, sempre ritardate, e sempre parcellizzate.

Un post condiviso da Vincenzo De Luca (@vincenzodeluca) in data: