Pubblicità, guerra sul regolamento

NAPOLI. «Il sistema dei tabelloni pubblicitari di Napoli va ammodernato. Siamo disponibili a collaborare in questa direzione con il Municipio. Ma, per realizzare questo obiettivo comune, è importante mettere le aziende che operano da anni nel settore nelle condizioni adeguate e con i tempi giusti per poter lavorare. Perché la garanzia del lavoro delle società, tutte micro imprese, e dei dipendenti, è un punto imprescindibile». Non ha dubbi Mauro Mandara, rappresentante di Unip (Unione Imprese Pubblicitarie Napoli), associazione aderente a Confcommercio che riunisce le imprese titolari di impianti pubblicitari installati nel territorio del Comune di Napoli. Tra i suoi aderenti ci sono le principali società di impresari pubblicitari di Napoli, come Sipa, Saci, Silvestrini Group Pubblicità, De Rosa, 2000 Pubblicità, Mds, PuntoCittà. «Complessivamente – spiega Mandara –, le aree per i tabelloni affidate ai privati fruttano a Palazzo San Giacomo ogni anno circa 4 milioni di euro. Risorse che possono essere utilizzate per i servizi pubblici. Viceversa, le aree pubbliche, pari a circa il 40% del totale e gestite direttemante dall’Ente, producono incassi solo per 400mila euro. La nostra proposta è semplice: mettere a bando le aree pubbliche, in modo che gli imprenditori siano incentivati ad investire nell’innovazione tecnologica e a valorizzarle. In questo modo, il Comune potrebbe ricavare tra i 4 e i 6 milioni. Dieci volte in più di adesso. E, contemporaneamente, garantire alle aziende che già operano nel settore e che vogliono investire in innovazione, di poter proseguire la loro attività nelle aree già affidate, con proroghe delle autorizzazioni accordate non in automatico ma valutando caso per caso». Insomma, una proposta chiara, che Unip ha messo nero su bianco in due note inviate al presidente della commissione comunale Lavoro Antonio Crocetta, l’11 marzo e l’8 aprile scorso. E che saranno ulteriormente approfondite in un incontro con il sindaco Luigi de Magistris e l’assessore al Commercio Enrico Panini che si terrà oggi alle 17 al Municipio.

IL PIANO IMPIANTI. Oggetto del contendere è il nuovo Piano Generale Impianti (Pgi), approvato dalla giunta il 30 dicembre scorso. Cosa prevede? Primo, il passaggio dal regime delle autorizzazioni a quello delle concessioni attraverso una gara pubblica che mette a bando le aree attualmente gestite dai privati. Secondo, la riduzione della quantità di superfici dedicate alle affissioni, in particolare per il settore pubblico, mentre resta sostanzialmente invariato quello privato. Terzo, il via libera alla strumentazione tecnologicamente avanzata con il multimessaggio e gli impianti al led luminosi, che si affiancheranno ai tabelloni tradizionali. Infine, la zonizzazione, ossia la suddivisione del territorio comunale in 30 lotti, equivalenti dal punto di vista economico. Una vera rivoluzione, che però rischia di avere un forte impatto sul settore, visto che le imprese, proprio sulla durata delle autorizzazioni (9 anni rinnovabili per altri 9), hanno fornito precise garanzie alle banche. «Il regolamento – sottolinea L’Unip – potrebbe essere affetto da profili di illegittimità, relativi alla violazione dei principi di irretroattività, tutela dell’affidamento e certezza del diritto ». La contrarietà all’attuale bozza di Pgi degli imprenditori è stata espressa anche con manifesti attualmente affissi in città.

LA PROPOSTA. L’Unip è disponibile all’innovazione tecnologica e all’ammodernamento, passando dai tabelloni pubblicitari 6×3 ai 4×3, e riducendo eventualmente anche il numero degli impianti per zona dove necessario. Ma propone un sistema misto transitorio. «L’Idea della proroga dell’autorizzazione concessa caso per caso a chi vuole investire – spiega Mandara – è stata riconosciuta dall’Avvocato Generale Szpunar della Corte di Giustizia Europea lo scorso febbraio. La durata potrebbe essere legata alla realizzazione di ulteriori investimenti che le aziende sono disposte ad effettuare, in un arco di tempo concordato, per modernizzare, ricollocare la propria impiantistica pubblicitaria e offrire servizia alla collettività, garantendo la diffusione di informazioni di pubblica utilità».

LA ZONIZZAZIONE. «L’attuale proposta di Pgi – spiega Mandara – lascia indefinite le zone, così che chi concorre non sa per cosa lo fa, rimandando al dopo gara la zonizzazione. Noi è proponiamo un concorso di idee, in partnership con la Facoltà di Architettura, la Soprintendneza, uffici competenti e associazioni per definire la zonizzazione e gli ambiti». Infine, l’Unip chiede «la definizione del regime impositivo che fornirebbe a noi imprenditori certezza del tributo e nel contempo tutelerebbe l’amministrazione dalle decine di ricorsi tributari in atto e sentenze che la vedono soccombente».

FONTE: IL ROMA
http://www.ilroma.net/news/cronaca/pubblicit%C3%A0-guerra-sul-regolamento