Gospodin in scena al Bellini di Napoli: la prigione del capitalismo

Al Teatro Bellini di Napoli è in scena “Gospodin”, spettacolo scritto del tedesco Philipp Löhle e diretto sapientemente da Giorgio Barberio Corsetti. Il protagonista prende vita grazie all’interpretazione di Claudio Santamaria che è affiancato in scena da Federica Santoro e Marcello Prayer, interpreti di comprimari e voci-narranti di questa incredibile storia.

La lotta al capitalismo, alla borghesia ed al consumismo sono perni attorno ai quali ruota la storia, Gospodin rifiuta il denaro e le meccaniche del “sistema” dentro il quale si è costretti a vivere ma dal quale il protagonista tenta disperatamente di fuggire. La sua vita semplice ma serena viene turbata improvvisamente da Greenpeace che gli sottrae il suo lama, animale col quale condivideva lunghe passeggiate giornaliere. Dopo questo evento per lui tragico, ma incompreso da coloro che gli stanno attorno, si rende conto di essere solo: la sua donna lo abbandona ed il suo migliore amico lo priva delle poche cose di cui è proprietario.

Gospodin allora si tuffa totalmente nella sua lotta al capitalismo, “Borghesucci!” grida a chiunque tenta di offrirgli lavoro retribuito. Non vuole denaro, vuole rifiutare le strutture e le sovrastrutture della società, sviscerando la realtà e guardando il mondo nella sua essenza, provando a procurarsi da vivere barattando le poche cose che ha, senza doversi piegare alle dinamiche del “sistema”. La sua coerenza è esemplare ed il suo rifiuto dei prodotti e delle imposizioni della società come il lavoro o l’utilizzo di una televisione è talmente convinto che agli occhi dello spettatore il personaggio in scena risulta quasi grottesco e la sua lotta sembra ridicola.

Ma in realtà è così che dovrebbe essere portata avanti un’efficace lotta al sistema. Infatti è leggibile nella storia una non troppo velata critica alle lotte anticapitaliste moderne, fatte di eroi da tastiera che sguazzano all’interno di un sistema che credono di combattere, alimentandolo, invece, quotidianamente ed inesorabilmente con i più semplici gesti come fare benzina, navigare in internet, acquistare prodotti, lavorare. Ma anche Gospodin si rende conto dell’impossibilità di vivere all’interno di un sistema rifiutandone le regole, e allora decide di fuggire dalla società trovando il suo “Nirvana” in un luogo veramente inaspettato.

Foto | filrouge. it
Foto | filrouge. it

Uno degli aspetti più interessanti è l’utilizzo della scenografia: una serie di semplici pannelli sui quali vengono proiettate immagini che danno vita ai luoghi della storia; gli stessi pannelli vengono scomposti per creare prospettive e situazioni altrimenti difficilmente rappresentabili a teatro.

Le situazioni e le umanità messe in scena da Giorgio Barberio Corsetti sono talmente realistiche da sembrare paradossali, ma un plauso va fatto all’eccellente Claudio Santamaria per essere stato in grado di dare un enorme spessore al suo personaggio anche grazie ad una espressiva gestualità che ha sottolineato le mille sfaccettature di Gospodin. I comprimari hanno dovuto svolgere il difficile compito di dare vita ad una serie di personaggi molto eterogenei riuscendo, peraltro, a caratterizzarli rendendo unico ognuno di essi.

Lo spettacolo andrà in scena il 24 Gennaio alle ore 18:00 al teatro Bellini di Napoli per l’ultima replica napoletana.

di
Philipp Löhle
traduzione Alessandra Griffoni
a cura del Goethe Institut

con
Claudio Santamaria
Federica Santoro
Marcello Prayer

scene Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
luci Gianluca Cappelletti
graphics Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene
video Igor Renzetti
musiche Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo
regista assistente Fabio Cherstich

regia
Giorgio Barberio Corsetti

produzione
Fattore K. / L’UOVO
Teatro Stabile Di Innovazione
in collaborazione con
Romaeuropa Festival