Natale nel segno della fotografia: parte il World Press Photo 12

Lo avevamo annunciato qualche mese fa ed ora finalmente apre al pubblico la nuova straordinaria edizione della più grande ed importante mostra del fotogiornalismo mondiale. Il World Press Photo per il terzo anno consecutivo fa tappa a Napoli, trasformandosi definitivamente come l’evento culturale cardine del Natale napoletano. La mostra si propone di accompagnare i napoletani nel passaggio al nuovo anno, offrendo a tutti un’occasione per vivere una giornata diversa durante le festività natalizie all’insegna della fotografia.

Il World Press Photo dal 1955 si pone come obbiettivo quello di far comprendere il mondo attraverso un fotogiornalismo di altissimo livello. Una giuria internazionale di diciannove esperti  ha visionato per due settimane consecutive oltre 100.000 fotografie, di 124 fotografi di tutto il mondo, selezionando le storie che meglio sono riuscite a raccontare ciò che è accaduto sul globo terrestre durante lo scorso anno. Il 2011 infatti è stato un anno ricco di avvenimenti, dallo Tsunami in Giappone fino alla Primavera Araba. Avvenimenti che hanno cambiato ed in alcuni casi continuano a cambiare il mondo per come noi oggi lo conosciamo e lo percepiamo. Nel mezzo storie meno note, che senza queste incredibili immagini non sarebbero mai giunte fino a noi. Gli scatti dell’argentino Alejandro Kirchuk ad esempio, ritraggono la struggente prova d’amore di Marcos, un vecchietto argentino che ha seguito ed accudito personalmente la moglie Monica affetta dal morbo di Alzheimer, accompagnandola ogni giorno durante la degenerazione della malattia, fino alla sua morte nel Luglio del 2011. Una sentita testimonianza d’amore  di Marcos, doverosa per onorare i loro lunghi 65 anni di matrimonio. Storie che insegnano a vivere e che portano ai nostri occhi esperienze di una straordinaria quotidianità.  Storie diverse tra loro che raccontano realtà molto lontane dalla nostra come quella dell’Iran delle esecuzioni pubbliche, raccontate dalla macchina fotografica di Ebrahim Norozooi.

Il World Press Photo però è anche una continua ricerca antropologica alla scoperta di usi e costumi ben lontani dal nostro modo di vivere. Come testimonia il viaggio ad Haiti di Emiliano Larizza, fotografo italiano, che nel suo splendido reportage in bianco e nero, è riuscito a raccontare i rituali purificatori che ogni anno gli abitanti del posto fanno nelle acque del Sant d’Eau.

Sport, natura, vita quotidiana, arte e spettacolo, tutto è raccontato con sapiente maestria e senza censura, dai fotoreporter più bravi e coraggiosi del mondo. Come il napoletano Eduardo Castaldo, tra i premiati di questa edizione per il suo reportage sui moti rivoluzionari in Egitto, scoppiati durante i mesi di Gennaio e Febbraio dello scorso anno come ribellione nei confronti del regime di Mubarak.

Tutto questo e non solo perché la tappa napoletana del World Press Photo, organizzata e curata come sempre dall’Associazione Culturale NeapolisArt, si arricchisce di eventi che fanno da cornice alla mostra, come gli incontri con alcuni dei fotografi autori degli scatti ed i workshop formativi. Un modo diretto di condivisione di esperienze ed emozioni con i protagonisti che si offrono al pubblico napoletano senza intermediazioni.

La grande novità di questa edizione è prima di tutto il cambio di location e l’approdo al Complesso Monumentale di Santa Chiara, nel cuore di una Napoli che non cancella le tante ferite che hanno lasciato il segno e che ben si combinano con quelle ancora vive della realtà che viene fuori dalle fotografie esposte in antitesi tra la sacralità del luogo e la durezza di alcune delle tante storie narrate, come quella di Maria prostituta tossicodipendente ucraina. Un luogo avvolto nel silenzio nel quale è possibile meditare su un mondo rumoroso ed assordante, che però è ancora capace di emozionarsi ed emozionare e che trova in momenti come questo l’occasione per analizzare i suoi errori. Un viaggio lungo 167 scatti attraverso le immagini più belle, suggestive, struggenti ed emozionanti, raccolte dai fotoreporter nel loro perpetuo peregrinare in giro per il mondo a caccia di storie che altrimenti non verrebbero mai raccontate.

Suggestiva l’esposizione che, nella sua linearità, riesce a riempire il grande spazio della sala Maria Cristina del complesso di Santa Chiara, creando un percorso fotografico attraverso il mondo che abbraccia l’osservatore e sul quale domina sullo sfondo la grande fotografia di Samuel Aranda vincitore di questa edizione nella quale, come in una moderna pietà, una madre tiene tra le sue braccia il figlio ferito durante una manifestazione nello Yemen. Suggestioni, emozioni e stati d’animo contrastanti… tutto questo è la magia del World Press Photo che anche quest’anno fa tappa obbligata a Napoli per la gioia dell’organizzazione olandese rappresentata da Paul Ruseler che non ha nascosto la sua felicità per il ritorno dell’evento nel capoluogo partenopeo.

Le oltre cinquemila presenze dello scorso anno infatti, sono una chiara testimonianza della sete di immagini e della voglia di fotografia del pubblico napoletano, fruitore instancabile di eventi culturali e da sempre capace di premiare la qualità di ciò che gli viene offerto. Il riscontro di pubblico delle due edizioni precedenti ha fatto si che il World Press Photo, sia diventato di diritto l’evento principe del panorama culturale partenopeo in questo scorcio di fine d’anno.

World Press Photo 12:  22 Dicembre 2012 – 13 Gennaio 2013 – Complesso Monumentale di Santa Chiara Napoli. Orari Lunedì-Domenica 9:30-19:30 – Chiuso il 25 Dicembre – 1 Gennaio aperto ore 16:00-22:00. Info, costi, iscrizioni workshop: www.worldpressphoto.it www.neapolisart.org / tel: 340 2290978-3393739173

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