Questa è crisi: Napoli rialzati!

Quattro punti nelle ultime quattro partite, quattro sconfitte nelle ultime sei gare considerando anche l’Europa League: magari sarà anche colpa degli episodi, sarà anche un periodo in cui gira tutto storto, ma non si può non dire che il Napoli è in crisi. In crisi di risultati, certo, ma anche di gioco: quello mostrato ieri contro il Torino dagli azzurri è stato uno spettacolo ben al di sotto della sufficienza.

La squadra di Ventura ha avuto sempre il pallino del gioco in mano e solo un errore di Gillet ha permesso a Cavani di portare in vantaggio il Napoli e dare concretezza alle speranze di vittoria: la carica data dal gol del Matador e dall’ingenuità del numero uno granata, non è stata però sfruttata a dovere dalla formazione di Mazzarri. Il Napoli avrebbe dovuto approfittare della situazione e mettere alle corde il Toro per assestare il colpo del ko e invece si è limitato a gestire, non senza fatica, un successo che poi è sfuggito di mano per colpa di un errore colossale di Aronica.

La partita di ieri ha messo in evidenza un paio di aspetti che destano preoccupazione: il Napoli non è più capace di imporre il proprio ritmo. La foga agonistica, quel rincorrere ogni pallone alla morte sembra non far più parte del dna azzurro: i troppi complimenti di inizio stagione e, soprattutto, le voci sul futuro di Mazzarri potrebbero aver tolto la carica, quella tanto chiacchierata ‘anima’ che ha contraddistinto la formazione azzurra dall’arrivo del tecnico toscano.

Altro aspetto preoccupante è la condizione fisica: da anni lo staff tecnico del Napoli è uno degli migliori. Gli azzurri sono (erano?) tra quelli che si infortunano di meno e corrono di più: da un paio di gare invece, i calciatori finiscono le partite sulle gambe. Dazio da pagare per aver preparato al meglio la Supercoppa o c’è qualche altra spiegazione: comunque sia, quello visto da un mese a questa parte non può essere il vero Napoli. Occorre la svolta ed è necessario anche fare chiarezza intorno al futuro del tecnico per provare a dare ancora un senso a una stagione che sembra stia sfuggendo di mano alla squadra. Il tempo c’è, la possibilità pure: serve volerlo, mettendo da parte aspirazioni personali e utilizzando i propri errori come lezione per il futuro.