Il Vomero non diventi il luna park di Napoli!

Manifestazioni episodiche, come quella di questi giorni, come dimostrano i fatti, non sortiscono alcun richiamo né per il turismo né tantomeno servono a rilanciare il terziario commerciale in crisi. C’è il rischio che il Vomero possa diventare il luna park di Napoli e provincia, nell’ambito di un vituperato rilancio dell’antico panem et circenses – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, criticando l’assenza da tempo di una seria politica produttiva ed occupazionale a favore del popoloso quartiere collinare -. La situazione è critica, come testimoniano anche recenti fatti di cronaca, ed occorre una seria ed immediata programmazione per il rilancio anche occupazionale del quartiere collinare della città “.

Si sente sovente parlare di un inserimento del Vomero nel circuito turistico – afferma Capodanno -, senza però tener conto, tra l’altro, del fatto che l’ultimo albergo del quartiere, sopravvissuto alla chiusura di un’analoga struttura collinare, trasformata tempo addietro in civili abitazioni, ha chiuso definitivamente i battenti da alcuni anni. Dove dovrebbero dunque alloggiare i turisti dal momento che, a parte qualche pensione ed alcuni bed and breakfast privati, non si riscontra un numero adeguato di strutture ricettive sul territorio collinare? “.

“ Se lo sviluppo di una politica turistica venisse demandato esclusivamente all’intervento, parziale e limitato dei privati, allora saremmo davvero messi male – continua Capodanno -. Il marchio Napoli vien pubblicizzato all’estero, sovente con risultati lusinghieri, ma poi vi sono zone a palese vocazione turistica, come il Vomero, con siti storici ed ambientali di valenza internazionale, come San Martino e la villa Floridiana con il museo Duca di Martina, che non vengono attrezzate, dotandole delle necessarie ed adeguate infrastrutture “.

Il Vomero, come è sotto gli occhi di tutti, è un quartiere che sta subendo un lento ma graduale degrado da alcuni anni a questa parte – ha continuato Capodanno -. Anche il settore commerciale, fiore all’occhiello dell’intera Città fin dagli anni ’60, sta attraversando un periodo di forte crisi, con la chiusura di decine di esercizi e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro, senza che ai tanti, a partire dai giovani, in cerca di una prima occupazione, vengano offerte valide e concrete alternative che, appunto, potrebbero venire dalla valorizzazione della naturale vocazione turistica del quartiere “.