Policlinico a Scampia, tutti contro la proposta di Caldoro

Un coro di no: la proposta del governatore Stefano Caldoro di accorpare le cittadelle della Sun e della Federico II in un’unica struttura da realizzare a Scampia ha ricevuto la bocciatura quasi unanime degli esperti. Nata nel corso del World Urban Forum, che si chiude oggi alla Mostra d’Oltremare, l’idea del presidente della Regione Campania è destinata a rimanere tale visto la quantità di pareri contrari che è stata capace di raccogliere.

Un no secco è arrivato da Gabriele Mazzacca, ex ordinario di Gastroenterologia, che spiega così la sua contrarietà: “Il problema di Scampia è di natura sociale e l’area non può essere recuperata con la costruzione di una facoltà di Medicina. Unire le due facoltà poi è incomprensibile: se ce ne sono due è per la loro diversa collocazione topografica”.

Guarda invece con “tenerezza” alla proposta Mario Santangelo, ex assessore alla Sanità: “È una colossale ingenuità, altro che progettualità o calcolo politico. L’ipotesi di riunire due Policlinici in un’unica struttura nell’area nord è insania: in primo luogo le strutture di questa grandezza sono difficili da gestire, poi sarebbe complicato creare un dialogo tra due enti che non si parlano da decenni. Infine, realizzare un ospedale a Scampia rappresenterebbe un richiamo proprio per quegli interessi illeciti che si vorrebbero combattere“.

Tra tanti no, c’è anche chi vede di buon occhio la proposta di Caldoro: è il caso del professore Marco Salvatore, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini. “L’idea è buona soprattutto perché andrebbe a decongestionare una zona dove ci sono migliaia di posi letti: spostarli in periferia sarebbe un buon esempio di moderna edilizia ospedaliera. Inoltre potrebbe essere abbandonata l’attuale organizzazione a padiglioni, con vantaggi sia per il personale che per i pazienti”.

 

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