Pozzuoli, Anfiteatro Flavio chiuso: i turisti restano fuori

È estate, la stagione perfetta per puntare sul turismo, soprattutto in una Regione come la Campania bisognosa di risorse per uscire dalla crisi economica. È estate la stagione in cui ovunque si compie il massimo sforzo per consentire ai turisti di poter ammirare le bellezze artistico-culturale del territorio, ovunque meno che la Campania: ieri un gruppo di tedeschi è, infatti, rimasto in fila davanti all’ingresso dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, nella speranza di poter accedere e visitare il sito.

Una speranza rimasta vana visto che l’Anfiteatro era chiuso a causa di un’improvvisa assenza del personale addetto alla sicurezza dei visitatori. Prima di ieri, già lunedì era andato in scena un episodio simile con il monumento inaccessibile ai turisti: dall’inizio della primavera i giorni di apertura del sito sono stati ridotti a quattro a settimana per via della diminuzione del personale. Attualmente cono cinque le persone che si occupano della supervisione dei visitatori: uno staff talmente esiguo che basta l’assenza di un solo lavoratore a mandare in tilt l’intero sistema.

Oltre alle chiusure forzate, l’Anfiteatro Flavio offre diversi disagi ai turisti anche nei giorni di apertura e sempre a causa del numero ridotto del personale: i visitatori sono, infatti, ammessi in gruppi di massimo quindici persone, con uno spazio temporale tra i vari gruppi di venti minuti. Nel caso di gruppi numerosi c’è la necessità della presenza di un guida autorizzata, altrimenti la visita viene scaglionata in vari gruppetti, creando non solo una perdita di tempo notevole per i turisti, ma anche disagi alla città con pulmann che restano fermi per ore, causando problemi di viabilità.

La situazione ha spinto Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli, a chiedere un vertice con il direttore generale campano per i beni culturali, Gregorio Angelini, e la soprintendente dei beni archeologi del comune flegreo, Costanza Gialanella, perché si trovi una soluzione affinché la situazione non gravi più sulle spalle dei turisti.