Napoli dove sei?

Riguardando la partita di ieri sera al Piola di Novara, verrebbe quasi voglia di chiedersi che fine abbia fatto il Napoli. Che fine ha fatto la squadra che giusto cinque giorni fa incantava mezzo mondo calcistico, raggiungendo una storica qualificazione agli ottavi di Champions League? Quello visto in campo ieri sera non può essere il Napoli di Mazzarri, non può essere il Napoli per il quale quasi quattromila tifosi hanno affrontato una trasferta lunghissima, attendendo i loro beniamini fin sotto l’albergo. Quello di ieri sera non può essere il Napoli. La squadra di Mazzarri non si è mai presentata in campo, lasciando il posto al fantasma di se stessa. Questa, forse, l’unica spiegazione alla partita di ieri sera, nella quale il Napoli avrebbe dovuto fare un sol boccone degli avversari e invece si è trovata a dover rimontare un Novara, passato in vantaggio meritatamente, raggiungendo un pareggio quasi insperato. Non che gli uomini di Tesser abbiano rubato nulla, nonostante una gara impostata sulla classica regola “vediamo di non prenderle”, reinterpretata con ordine da capitan Rubino e dai suoi, che si son difesi con cura, chiudendo in maniera quasi ossessiva tutti gli spazi ed arrestando sul nascere ogni qualsivoglia idea di gioco degli azzurri.

Sottotono, gambe molli e testa altrove, queste le caratteristiche del Napoli di ieri sera, eccezion fatta per un infinito Lavezzi, che anche ieri sera ha provato a portare la squadra sulle spalle, scorrazzando palla al piede nella metà campo avversaria, insistendo talvolta troppo nei dribbling, ma che alla fine si è rivelato decisivo nell’azione che ha portato al goal del pareggio di Dzemaili. Il Pocho è stato l’unico, insieme a Maggio e Dossena, a credere nella vittoria e a lottare per conquistarla. Troppi errori di impostazione, troppe leggerezze, uniti al catenaccio del Novara ed ecco che si confeziona la partita che non t’aspetti.

Adesso si cercheranno le cause della doppia faccia del Napoli, sul perché contro squadre cosiddette piccole, il Napoli va costantemente in difficoltà, soffrendo molto in fase di impostazione del gioco. Ieri sera in realtà, il Napoli non ha sofferto più di tanto, rischiando giusto in un paio di occasioni, oltre il goal arrivato su calcio di punizione da prendere come regalo natalizio anticipato da parte della barriera. In molti si chiederanno se il Napoli ha sottovalutato l’avversario, se nelle gambe c’erano ancora i postumi dei festeggiamenti post qualificazione in Champions. Guardando la partita di Lavezzi verrebbe da dire di no, ma analizzando la prestazione generale della squadra, qualche dubbio forse resta. Appagati mentalmente, al punto che partite di questo tipo non offrono gli stimoli giusti per farti scendere in campo motivato? E’ una possibilità, non giustificabile, ma pur sempre concreta. Forse il Napoli si è ammalato di febbre da Champions? Può darsi o più semplicemente, senza andare a fare analisi psicologiche, si tratta di una maledetta partita andata male. Una di quelle che pensavi di liquidare in fretta e furia, ma che poi a causa dell’avversario che scende in campo per fare la partita della vita, sei costretto ad affannare, a subire e qualche volta anche a perdere.

La partita di Novara è servita a tutti per ritornare sulla terra. Una vittoria della Juve stasera porrebbe il Napoli a meno undici dalla vetta. Uno svantaggio non incolmabile, ma che richiede uno sforzo superiore alla media che ti faccia fare la risalita nel più breve tempo possibile.

Archiviare ieri sera, fare tesoro dell’esperienza per non ripeterla nuovamente e pensare solo a domenica sera contro la Roma al San Paolo. C’è tutta una settimana stavolta, per preparare al meglio una partita che si preannuncia molto calda. Una settimana intera a disposizione del Mister per cercare i motivi di questo tonfo in terra piemontese e che probabilmente non era stato nemmeno forse preventivato, forse proprio perché si era sicuri di vincere, nonostante le solite dichiarazioni pre-partita nelle quali si evidenziavano alcune delle difficoltà che questa partita poteva riservare al Napoli. Tutto è passato ed il campo ha emanato il suo verdetto, non resta che leccarsi le ferite e rialzarsi nella maniera più rapida possibile e pensare solo alla Roma e all’ennesima notte da campioni che si vivrà al San Paolo.