Crolli a Pompei: di chi è la colpa?

Un muro che cade e mille problemi che sorgono di conseguenza. A Pompei è caccia al registro delle segnalazioni che conterrebbe la data e l’ora esatta in cui il muro di contenimento di Porta Nola all’interno degli scavi archeologici sarebbe caduto. Al momento, infatti, tale registro sarebbe misteriosamente scomparso e in corso vi è un’inchiesta per ritrovarlo e decretare le responsabilità.

«Ho delegato la ricerca ai carabinieri di Torre Annunziata. Ci troviamo di fronte a un caso ai limiti tra il lecito e l’illecito», spiega il procuratore capo Diego Marmo. «È la terza volta – continua accusando la soprintendente dell’area Elena Cinquantaquattro – che vengo a sapere che c’è stato un crollo all’interno degli scavi dopo 24 o 48 ore dalla scoperta. Non mi spiego perché nascondere una verità che prima o poi salta fuori. È la prima volta nella mia carriera che mi trovo di fronte a persone che si sono chiuse in un mondo incomprensibile. Non capisco perché hanno assunto quest’atteggiamento di ostruzionismo verso gli inquirenti per i quali, è bene chiarire, è più facile indagare su un omicidio che su un reato dai contorni sfuggenti, per il quale è difficile individuare le responsabilità ma che è comunque grave per provocato un grave danno all’umanità».

Al momento l’accusa di reato è la medesima che attribuita agli altri crolli. Si tratterebbe infatti, ancora una volta di crollo colposo. La soprintendente Cinquantaquattro ha dichiarato che i crolli dell’ultimo anno sono da associare al fatto che la nuova città di Pompei non ha un sistema fognario adeguato e che quindi le acque della vecchia Pompei non avrebbero scoli. Immediata la risposta di Claudio D’Alessio, il sindaco della città vesuviana: «Pompei ha un sistema fognario valido e funzionante. Come al solito la soprintendente, non avendo argomentazioni valide per giustificare i propri fallimenti, addebita ad altri le sue responsabilità. Se il Comune – continua il primo cittadino – avesse la disponibilità economica della soprintendente, la Pompei moderna sarebbe un gioiello. La persona capace è chi riesce a risolvere i problemi che rientrano nella sfera delle proprie competenze e non chi offende gli altri per distogliere l’attenzione dal problema vero».

Per il sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, Riccardo Villari, intervenuto a Napoli per la ventesima convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, la colpa sarebbe da attribuire anche alla camorra: «A Pompei ci sono i soldi e il personale: quello che manca è il management. E poi c’è la camorra che va rimossa. Quello che è accaduto – continua il sottosegretario – dipende da un terrapieno che preme: saranno i tecnici a stabilire come si deve intervenire».

Ma mentre si decide di chi è al colpa e come rimediare, l’antica Pompei crolla.