L’esaltazione della camorra a Barra; De Magistris indignato

La notizia sta spopolando le agenzie d’informazione: telegiornali, quotidiani, riviste, mettono in primo piano l’eclatante manifestazione pro-camorra, tenutasi domenica scorsa nel quartire di Barra durante la festa del Giglio, a Napoli Est. “Quanto accaduto in occasione della Festa dei Gigli, organizzata nella sesta municipalità del Comune, è un episodio vergognoso che questa amministrazione non può che stigmatizzare. Come non possiamo che stigmatizzare quanti, rivestendo ruoli istituzionali laici o religiosi, prendono parte a simili occasioni, di fatto avallando il tentativo del crimine organizzato di controllare il tessuto sociale anche per mezzo di comportamenti ‘simbolici’ assolutamente inaccettabili”. Sono queste le parole del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il quale si mostra indignato dinanzi a tale sfoggio di criminalità.

La lotta alla camorra e la battaglia per la legalità sono stati i punti cardine del primo operato del sindaco napoletano; l’obiettivo è sempre stato quello di rendere netta la frattura fra il crimine organizzato e una certa parte della politica.

E agli occhi del resto dell’Italia, la “sceneggiata” di Barra sembra contraddire tutte le parole di De Magistris. Ma d’altro canto le azioni concrete per sconfiggere questo parassita quale la camorra, sono state molte: controlli sulla gestione dei soldi e degli appalti pubblici; taglio di consulenze esterne; piano di raccolta differenziata porta a porta, proprio per evitatare il lucroso business dei rifuti; l’operato napoletano vuole diffondere un messaggio di legalità che abbia un valore simbolico e che non venga ridicolizzato da quell’atteggiamento sfrontato di chi crede essere padrone della città e vuole dominare sulle istituzioni; in sintesi questa la dura risposta del Sindaco.

“Non tenendo conto però – aggiunge e conclude De Magistris – di un dato: a Napoli, oggi, si respira un’aria nuova, di legalità e democrazia, che vede la società civile pronta ad una stagione di rinascita etico-politica. Quest’aria soffocherà quella stantia e irrespirabile della camorra, ma la camorra è troppo miope per rendersene conto […] Ma noi non ci fermeremo e andremo avanti. Come promesso in campagna elettorale: “far entrare il fresco profumo di libertà e far uscire il puzzo del compromesso morale”, come diceva un magistrato coraggioso il cui nome era Paolo Borsellino”.