Omicidio Melania Rea: ombre sul mondo delle stellette

Un nuovo scenario, in realtà già qualche volta sfiorato dagli inquirenti e dalla cronaca, si affaccia sul caso Melania Rea/Salvatore Parolisi, moglie e marito, ormai vedovo, vittima e carnefice per i magistrati che proseguono le indagini alla ricerca affannosa di un movente. Già, perché il presunto colpevole, anche secondo il gip di Teramo, Giovanni Cirillo, resta lui, il caporal maggiore dell’Esercito e istruttore delle reclute femminili del 235mo Reggimento Piceno, che tre anni fa sposò Melania e il 18 aprile scorso l’avrebbe uccisa a coltellate nel bosco di Ripe di Civitella, dove la donna è stata ritrovata due giorni dopo. In sostanza il giudice si trova pienamente concorde con l’istanza di carcerazione avanzata per Parolisi dal collega Carlo Calvaresi, primo titolare dell’inchiesta, ma, nel confermare la pericolosità e quindi gli arresti dell’unico indagato, arricchisce il quadro investigativo con altre ipotesi che focalizzano l’attenzione sulla vita della caserma, su qualche “inconfessabile” segreto di cui la donna sarebbe stata scomoda depositaria.

Non solo Ludovica, dunque. Anzi, la relazione clandestina con l’insofferente amante parrebbe, alla luce delle nuove considerazioni, una molla più debole di quanto tracciato inizialmente.

La lente d’ingrandimento, a questo punto, si sposta dal movente passionale ai  “rapporti interni alla caserma”, spiega il gip, all’ “eventuale esistenza di giri di droga (cui l’uomo ha fatto riferimento quando è stato interrogato)”  e a “quella di ulteriori e diverse frequentazioni dell’indagato”. Le stesse ambiguità comportamentali di Parolisi, che il giorno 19 aprile, durante le ricerche della moglie – allora soltanto scomparsa – si affrettò a cancellare da Facebook il suo profilo “Vecio Alpino” andrebbero rilette nel senso di una preoccupazione più seria, con ben altre implicazioni.

Lo stesso gip, quindi, indica un‘ulteriore pista in un incidente automobilistico avvenuto nel 2008 (Melania e Salvatore non erano ancora sposati) in cui rimase coinvolto lo stesso Parolisi e che provocò la morte di un bambino: fu aperta un’inchiesta per omicidio colposo in cui risulterebbe indagato lo stesso Parolisi: “Bisognerebbe approfondire il ruolo processuale che melania ha avuto in quell’occasione”, si auspica nell’ordinanza e si precisa: “Parolisi può aver agito per paura che venisse individuato un valido motivo per sopprimere la moglie, che deve essere ricercato altrove. Può allora essere ipotizzato che la moglie che lo seguiva, lo controllava e non poche volte in passato lo aveva persino pedinato, avesse scoperto qualcosa di assai più grave o anche solo di torbido, di inconfessabile…”.