Vele, stop ai lavori. Niente fondi per i nuovi alloggi

Il comune di Napoli non paga le ditte e così, dalla settimana prossima, cadrà la promessa di far rinascere Scampia dalla cenere delle vele. I cantieri si fermeranno, non saranno assegnati i nuovi alloggi popolari ai rispettivi beneficiari, che resteranno un miraggio, e molti operai saranno licenziati. Dal piano di riqualificazione si sta già passando al ritorno al degrado di una zona che ne ha già in abbondanza. La corsa alla riappropriazione abusiva degli edifici sgomberati è già in atto e si ritorna a creare la stessa identica situazione iniziale nelle ultime 4 vele rimaste. Le famiglie dei lavoratori hanno già effettuato un esposto alla Procura della Repubblica, al Parlamento, al Governo e al Prefetto di Napoli per denunciare il fallimento del piano di riqualificazione del territorio e la situazione di degrado che sta aumentando. Quasi 200 appartamenti, molti dei quali quasi completati, non solo non potranno essere consegnati a chi ne ha diritto, ma, se questa fase di stallo dovesse perdurare a lungo, cominceranno a degradarsi per le intemperie e per l’abbandono.

Non è il primo stop ai cantieri questo: già in autunno i lavori sono stati fermati per due mesi, ad ottobre e a novembre, e la chiusura è stata scongiurata solo dal pagamento di qualche piccola rata da parte del comune di Napoli alle ditte appaltatrici. Ditte che non sono state pagate, ma fondi che sono stati stanziati dalla Regione Campania: bisogna dunque indagare sull’utilizzo che ne è stato fatto da parte del Comune, dal momento che non sono stati usati per il loro scopo originario. È quello che sostiene Federica Brancaccio dei cantieri “Piazza della Socialità”, quando dice: “la Regione ha fatto le rimesse al Comune per consentirgli di pagarci, ma fino ad oggi non ci hanno ancora girato i soldi che ci devono, cioè 2 milioni e mezzo di euro”.

Fermare le opere di costruzione è un danno per tutti, per le ditte, per la gente che vedrà il degrado aumentare nel quartiere e non si vedrà assegnare le case che gli spettano, per gli operai che perdono la possibilità di guadagnare onestamente facendo qualcosa di buono per Scampia, e per la città di Napoli, che ne esce sempre martoriata, ma la storia si ripete ancora una volta. Ora si aspettano proteste e incontri sindacali già nella mattinata di oggi.

In periodo di elezioni comunali al nuovo sindaco viene lasciata in eredità una questione importante, bisogna trovare una soluzione con l’amministrazione comunale per non costringere le ditte appaltatrici a fermarsi definitivamente.