Capri: esame del dna sulle feci dei cani per risalire ai padroni incivili

cani capri Portare il cane a spasso per le meraviglie di Capri significherà usare attenzione e civiltà: pena, sanzione salata a seguito dell’esame del dna. Il sindaco Ciro Lembo, in collaborazione con l’assessore all’Igiene urbana Roberto Russo, tenta di scongiurare l’inciviltà causata dai padroni che, dopo aver portato i loro cani ai bisogni, non puliscono l’asfalto, con un metodo che sembra non avere precedenti, almeno in territorio campano: l’esame del dna. Per le sanzioni, poi, si rischia di pagare fino a 1500 euro di multa per quella che sembra essere, ormai, una guerra in nome della civiltà. Sarà l’Asl ad eseguire l’esame del dna sulle feci dei cani per risalire al loro padrone, perché come spiega lo stesso assessore: “Ogni animale comprato o avuto in dono, per legge, deve essere iscritto all’anagrafe canina”. Con tale misura “non si intende penalizzare il cane, bensì il padrone e i comportamenti incivili”. Così, l’esame del dna eseguito dall’Asl aiuterà a tracciare la provenienza genetica dell’animale, fino a risalire a colui che l’ha acquistato o registrato all’anagrafe canina. “Quando verrà multato il primo, correranno tutti a mettersi in regola”, scommette Russo, “ e nessuno si sognerà più di lasciare le deiezioni canine in giro. Purtroppo solo quando si minaccia di toccare la tasca i cittadini iniziano a rigare dritto”.

In teoria il problema sarebbe rappresentato proprio dai residenti, a dispetto di quanto si dice di turisti e viaggiatori mordi e fuggi, spesso rei di inquinare le belle località vacanziere. “I nostri ospiti si comportano sempre in maniera più che corretta. Il problema, ahimè, è residenziale”, spiega l’assessore, ma per ogni evenienza, corregge il tiro anticipando un avviso prestampato: “Stiamo comunque realizzando opuscoli da distribuire al molo Beverello di Napoli e a Mergellina grazie ai quali i turisti prenderanno visione delle regole dell’isola”.

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Prima di tale ordinanza, aveva fatto discutere la stangata sull’uso di macchine agricole e trattori durante il periodo estivo, che limitava un settore lavorativo già in crisi. Tra le iniziative quanto meno bizzarre dell’isola, quest’ultima sembra aver messo d’accordo isolani ed estimatori.

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