Medici di base contro le ricette sanitarie on line

Protestano i medici di famiglia boicottando i corsi istituiti dalla Regione per imparare a familiarizzare con la ricetta medica on line. La nuova normativa prevede infatti che  dal 1° luglio 2011 in poi debbano essere scritte da ogni medico esclusivamente per via telematica non meno dell’80% delle ricette sanitarie, pena sanzioni salate. Ma i medici campani non sono ancora pronti a questo cambiamento, lamentando già in partenza dei disagi essenziali, primo fra tutti la mancanza delle tecnologie adeguate necessarie alla trasmissione delle nuove ricette. Ed in più bisogna anche considerare il fatto che non tutti sono prontamente abili con il computer: “Per la trasmissione di una sola ricetta con tale sistema occorrono, per un medico di famiglia dotato di una discreta esperienza informatica, circa cinque minuti per ogni ricetta. Se pensiamo che ogni dottore prescrive oltre cento ricette al giorno, il calcolo è presto fatto!”, sostiene il sindacato della Fimmg, al quale si associano i sindacati di Simg e Comegen. “La maggior parte dei medici non ha partecipato ai corsi – dichiara continuando Luigi Sparano, Segretario provinciale Fimmg di Napoli – le presenze sono inferiori al 2%. Sono corsi inutili e non concordati con le organizzazioni sindacali di categoria, oltre al fatto che impediscono ai medici di famiglia di fare la normale assistenza primaria quotidiana in quanto lo svolgimento dei corsi era previsto proprio durante le ore di ambulatorio”.

Giovanni Arpino, Presidente della Simg, dichiara: “Se da un lato la tecnologia permette ai medici di accedere più facilmente a determinati servizi come la ricetta online, dall’altro l’area dell’assistenza primaria non è adeguata al sistemaConfidiamo nelle istituzioni preposte affinchè al più presto aprano un tavolo di discussione con la categoria.”

Una situazione tesa insomma, che, come al solito, andrà a pesare sui cittadini e sulle necessità sanitarie della città di Napoli e della Campania in generale, che, purtroppo, già non brilla sotto il profilo di assistenza sanitaria.