Emergenza immigrati: Pompei pronta ad accogliere profughi

profughi lampedusa Il primo cittadino di Pompei, Claudio D’Alessio, è pronto ad accogliere gli immigrati in arrivo da Lampedusa. A seguito dell’emergenza sbarchi, il governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, organizza numeri e stime prima dell’annuncio ufficiale del ministro degli Esteri Roberto Maroni, ma alle porte di Napoli si è già pronti per l’accoglienza. “Stante le note criticità in atto nelle zone del Nord Africa, che hanno portato allo sbarco di migliaia di profughi sulle coste siciliane, la città di Pompei, anche in ragione delle sue peculiari tradizioni di solidarietà a cui si è ispirato il fondatore del suo santuario, il beato Bartolo Longo, intende farsi carico della drammatica situazione offrendo ampia disponibilità ad ospitare un certo numero di profughi”, ha scritto in una nota al prefetto il sindaco. Si tratta di “un piccolo gesto con cui cerchiamo di alleviare le sofferenze dei popoli che vivono sull’altra sponda del mare nostrum”, ma anche una dimostrazione di solidarietà nei confronti dell’isola di Lampedusa, con la quale Pompei aveva siglato il patto d’amicizia nel 2008.

Secondo i primi report, le 20 regioni d’Italia si appresterebbero ad accogliere mille immigrati per ogni milione di cittadini. Moderate le prime reazioni dei presidenti delle Province. Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, spiega: “Non c’è stato nessun contatto ufficiale con la prefettura, aspettiamo direttive e coordinamento. Daremo una mano anche noi, se sarà tutta l’Italia a mobilitarsi”. A tal proposito il presidente auspica che alla risposta del nostro Paese all’emergenza sbarchi, che da tempo, ormai, crea inestimabile caos sulle sponde di Lampedusa, possa seguire quella dell’Europa intera, perché “così come non è un problema solo della Sicilia, non può essere un problema solo dell’Italia. L’Europa deve sentirsi investita delle stesse responsabilità di cui ci sentiamo investiti noi”. Il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, si augura che “ci venga assegnata una quota piccola di immigrati, direi simbolica. Non possiamo certo accogliere quote massicce di profughi”.

 

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