Meglio non sapere di Titti Marrone


Parliamo quest’oggi di un libro, secondo me molto importante. Non è un libro qualunque perché narra una delle pagine più nere della storia mondiale di tutti i tempi.
Un contributo alla memoria degli orrori del periodo del nazi-fascismo, affinché non si ripetano più, una storia importante raccontata con un linguaggio presente ed attuale. Il libro in questione è “Meglio non sapere” dell’autrice napoletana Titti Marrone.


Dunque la storia si apre con due sorelline, Andra e Tatiana ed il loro cuginetto Sergio.
All’epoca dei fatti, nel 1943, i bambini avevano solo quattro anni e fi un treno a rapirli e portarli lontano con le loro madri, precisamente furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz solo perché ebrei. La loro permanenza insieme fu troppo breve, in quanto dopo pochissimo tempo i bambini furono separati dalle rispettive madri.
In quei frangenti, i tre bambini erano costretti a subire numerose ingiustizie e soprattutto violenze da parte delle forze hitleriane.
Dopo circa due anni e mezzo di ricerche, la madre di Andra e Tatiana, Mira, riesce a ritrovare le sue due figlie.
Le due sorelle, inoltre, sopravvissute all’orrore, faticano per ritrovare il loro essere bambine, dopo aver visto di cosa sono capaci gli uomini. Andra e Tatiana ce l’hanno fatta, forse in virtù del loro legame, forse anche perché la mamma ingiunse loro di ripetere, almeno una volta al giorno, il proprio nome.
Così, sono tornate alla loro città, dopo un lungo viaggio in l’Europa, lingue diverse mischiate nella testa e una memoria capace ancora di riconoscere senza esitazione mamma e papà dentro una fotografia…
Invece, Sergio, non avrà lo stesso destino di Andra e Tatiana.
Diversamente da loro due, Sergio non sapeva che a quell’adunata di bambini, non bisognava fare il passo avanti: ma l’SS aveva detto che chi voleva vedere la mamma doveva fare quel passo avanti, e sarebbe stato portato da lei. Lui, come altri diciannove bambini, finì nelle mani di un folle medico. Quest’ultimo li aveva ottenuti come cavie su autorizzazione di Himmler al fine di eseguire i suoi esperimenti sulla tubercolosi.
In seguito, con l’arrivo degli alleati, quei venti bambini infettati con bacilli vivi, erano diventati alquanto “scomodi”. Così furono impiccati e cremati in una scuola di Anversa affinché non restasse alcuna traccia di ciò che un folle medico aveva fatto su di loro.
A differenza della madre di Andra e Tatiana, Gisella, la mamma di Sergio preferisce non sapere e continuare a sognare che il figlio un giorno tornerà. Anche quando la verità, che i tedeschi avevano cercato di nascondere, verrà fuori, lei continuerà ad attendere il ritorno del figlio. Forse meglio non sapere, per attutire il dolore. Meglio non sapere le sofferenze che i propri cari hanno subito nei campi di concentramento, meglio non sapere qual e’ stata la loro sorte. Meglio continuare a sperare che siano vivi, che siano riusciti a ricostruirsi una vita altrove. Meglio non sapere, che dover accettare la loro morte.

Chi è Titti Marrone?
Nata a Napoli, l’autrice in questione è responsabile delle pagine dedicate alla cultura del quotidiano “Il Mattino”. Ha scritto molti libri a partire dagli anni ’80, come ad esempio Riforma agraria e questione meridionale, Controluce, Il sindaco ed infine il libro in questione Meglio non sapere.

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