Il successo dello spettacolo di Gennaro Carillo tratto dal romanzo di Gadda

Un fallo ipertrofico nella Sala degli Angeli del Suor Orsola Benincasa” questa irriverente espressione altro non è che una metafora antifascista che attraversa «Eros e Priapo» di Carlo Emilio Gadda.

Stiamo parlando di “Una frenesia di scimie” uno spettacolo ideato da Gennaro Carillo professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università Suor Orsola Benincasa ed ideatore del progetto “Imago Imperii”. che ha avuto un buon successo.
“Il titolo di questo lavoro spiega Gennaro Carillo è un prelievo da Eros e Priapo: a una “frenesia di scimie” (laddove “scimia” è un uso della forma più arcaica del termine e dunque più vicina al termine latino “simia”) somiglia, per Gadda, il consenso, del tutto irrazionale, irriflessivo, scimmiesco, che la moltitudine tributa al demagogo, sedotta dalla sua perentoria magniloquenza virile (priapesca, appunto). Il movente del consenso politico è dunque erotico, non razionale; e la sua sede è nel «pacco dello addome». Come Platone nel Gorgia, Gadda identifica la persuasione efficace con una vera e propria seduzione di massa. Ridotto da Gadda a fallo ipertrofico, Mussolini eccita l’immaginazione, l’«addome», di una nazione che è femmina, per di più sessualmente depressa da secoli di accoppiamenti molto poco gratificanti”.
E’ stato scritto in una prosa toscana che occhieggia un po’ al romanesco e al napoletano ed incentrato sull’ideologia anti-fascista e anti-mussoliniana.
“Proprio per questoevidenzia CarilloSandro Lombardi, che ha dedicato quindici anni del suo lavoro d’attore a un epigono grandissimo di questa linea anticlassica, il milanese Giovanni Testori (in particolare alla Trilogia degli Scarrozzanti) e ha poi letto La cognizione del dolore per Radio3, mi è parso il destinatario naturale della proposta di leggere Eros e Priapo. Si aggiunga il lavoro recente di Lombardi sugli Uccelli di Aristofane, essenziale punto di riferimento gaddiano in Eros e Priapo” e aggiunge “A questo si aggiunga, come ulteriore tratto comune tra le due opere la procedura di esasperazione del dettaglio a fini di miniaturizzazione dell’obiettivo polemico: è grazie a questa tecnica, definita da Piero Camporesi, ma in un contesto moderno, “comico-grottesco della dismisura”, che Mussolini diventa un fallo ipertrofico, anzi il Fallo, l’unico fallo legittimo della Patria. Infine, Aristofane, in una delle parti corali che aprono Una frenesia di scimie, rivendica il dovere civico di coprire d’insulti pubblici i peggiori tra i cittadini, specie quando costoro prendono in mano il governo della polis. Eros e Priapo, veementissima invettiva ad personam, prende alla lettera l’impegno aristofaneo”.