Massimo Troisi: la vita ed i film di un grande attore


Massimo Troisi nasce a San Giorgio a Cremano (Napoli) nel 1953.
Il padre, Alfredo Troisi, è un macchinista ferroviario, mentre la madre, Elena Andinolfi, è casalinga.
La sua è una famiglia numerosa: vive con i genitori, cinque fratelli, due nonni, gli zii ed i loro cinque figli. Mentre studia per conseguire il diploma di geometra all’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco inizia a recitare nel teatro parrocchiale della Chiesa di Sant’Anna.

Nel 1972, insieme ad alcuni amici, si stabilisce all’interno di un garage a San Giorgio a Cremano chiamato Centro Teatro Spazio ed inizia a recitare sul palcoscenico proponendo recite pulcinellesche tipiche della tradizione teatrale napoletana.

Fonda inoltre il gruppo “I Saraceni” che inizia a recitare al Teatro Sancarluccio e subito ottiene un grande successo, che gli consente di approdare al cabaret romano La Chanson e ad altri spettacoli comici in tutta Italia. L’ultimo spettacolo teatrale del trio è Così è (se vi piace), citazione del Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello.

Sullo schermo apparirà per la prima volta come attore e sia regista nel film Ricomincio da tre. Il film viene acclamato dalla critica e Troisi ottenne due Nastri d’Argento per il miglior regista esordiente e per il miglior soggetto e due David di Donatello per il miglior film e per il miglior attore. Altro grande successo di pubblico (ma non di critica) lo ottiene nel 1984 con Non ci resta che piangere, unico film a fianco di Roberto Benigni, da lui molto lontano per lingua e gestualità.

Nel triennio seguente collabora come attore con Ettore Scola e con Marcello Mastroianni in tre film: Splendor (1988), in cui è proiezionista di un cinema prossimo alla chiusura; Che ora è? (1989)
L’ultima regia di Troisi è quella di Pensavo fosse amore, invece era un calesse, del 1991, di cui è anche sceneggiatore e protagonista con Francesca Neri e Marco Messeri.

All’inizio del 1994 Troisi, recatosi ancora una volta negli Stati Uniti per dei controlli cardiaci, apprende che deve sottoporsi con urgenza a un nuovo intervento chirurgico proprio nel mentre in cui cominciano le riprese de Il postino (1994), girato a Procida e Salina e diretto da Michael Radford, liberamente tratto dal romanzo Il postino di Neruda.
Troisi muore nel sonno, nella casa della sorella Annamaria e in compagnia del suo più grande amico sin dall’infanzia, Alfredo Cozzolino, a Ostia, per attacco cardiaco, il 4 giugno 1994.

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