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I sapori del carnevale napoletano


Il carnevale non è solo maschere e carri ma è anche cucina, tradizione culinaria.
Uno dei piatti più apprezzati nel panorama culinario carnevalesco partenopeo è indubbiamente la lasagna.
La preparazione e’ molto elaborata ed è una vera e propria competizione fra i napoletani ed il giorno in cui la si serve diventa una festa e se ne continua a parlare fino al giorno dopo cioè le ceneri, quando si comincia il “digiuno e l’astinenza”.

Per seconda e terza portata d’obbligo è la carne mista al ragù. Per questa portata si utilizzano le gallinelle di maiale e le puntine di costata che sono state utilizzate per il ragù che può essere arricchito, soprattutto se vi saranno ospiti per il cenone di Carnevale, anche dalle braciole di maiale uno dei piatti più prelibati della cucina napoletana.

Un’altra portata molto gradita sono i fegatini arrostiti (sebbene siano ottimi anche fritti nella sugna) accompagnati dai deliziosi friarielli.
Dopo questa portata, prima della frutta, in tavola giungeva un trionfo di salumi ancora piuttosto freschi, intoccabili dopo quel giorno fino al Sabato Santo, quando la campane venivano sciolte e suonavano a gloria annunciando la fine della quaresima e la resurrezione di Cristo.
Si giunge così alla frutta ed al gran finale che avviene con l’arrivo a tavola dei dolci accompagnati dal sanguinaccio.

Tra i dolci carnevalesci della tradizione napoletana vanno ricordati: gli struffoli, dolce napoletano che viene guarnito con “cannulilli” e “diavulilli” colorati, quasi a voler significare l’innata allegria e il folclore tipici di questo popolo, ai quali, in origine, erano attribuite proprietà energetiche.

Le zeppole che sono un dolce che si ritrova nominato in antichi testi, non solo di cucina, perfino in un “Privilegio”del Viceré di Napoli, Conte di Ripacorsa (siamo nella Napoli dell’800).
Si narra che il giorno di San Giuseppe, che si festeggia il 19 Marzo, i friggitori napoletani si esibivano pubblicamente nell’arte del friggere le Zeppole davanti alla propria bottega, disponendovi tutto l’armamentario necessario.
E infine vanno ricordate le deliziose chiacchiere che sono un dolce tipico in tutta l’Italia ma con nomi diversi: in Friuli si chiamano Grostoli, in Emilia Sfrappole, in Veneto Galani, nelle Marche Frappe, Cenci in Toscana, Chiacchiere in Campania. La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco, o dall’acquavite, o dal liquore all’anice.

Elisa Pibiri

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