Se il vostro interesse culturale non si è mai spinto oltre l’apparenza esterna del Museo Archeologico della città, allora forse è arrivata l‘occasione che fa al caso vostro: niente più scuse e gambe in spalla! Per domani 24 marzo 2011 alle ore 10 è prevista una visita guidata gratuita in questo splendido museo, accompagnati da Maresa Sottile, membro di Koesis, un’associazione – punto d’incontro fra artisti e appassionati di arte, musica e letteratura.

L’iniziativa fa parte di un più ampio progetto dedicato interamente alle donne con l’intento di dare loro visibilità circa il loro impegno sociale, culturale e civile, evidenziando la ricchezza e la positività dell’essere quello che è stato sempre ed erroneamente creduto il sesso debole. La visita gratuita va però prenotata presso la sede di Koesis in zona funicolare del Vomero a Via Sanfelice oppure direttamente su Facebook alla pagina fans dell’associazione.

Il Museo Archeologico Nazionale della città  è decisamente il museo più importante d’Europa nella sua categoria, grazie alle innumerevoli opere d’arte conservate al suo interno che rappresentano un patrimonio artistico – culturale di valore immenso che spazia da reperti di epoca preistorica fino alla Magna Grecia, con una sezione particolare (e fra l’altro molto affascinante) dedicata all’arte egiziana, ma soprattutto alle opere d’arte di epoca romana, provenienti dalla collezione Farnese e alle preziosissime testimonianze provenienti dagli scavi archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Peccato che, complice anche la crisi oltre che la poca professionalizzazione manageriale del settore, sia una struttura ancora poco valorizzata e apprezzata dai più, che ancora necessita di tanto lavoro e di tanta attenzione.

Il palazzo stesso che ospita il museo ha un enorme valore storico. Destinato alle Scuderie Vicereali, venne commissionato dal Vicerè di Spagna, Don Pedro Giron, nel 1585: la struttura venne però realizzata solo in parte e mai si concretizzò la sua finalità iniziale. Solo qualche decennio più tardi ripresero i lavori sotto al direzione dell’architetto Giulio Cesare Fontana al fine di trasferire qui la sede dell’Ateneo Napoletano. Bisogna però attendere il 1777 perché il palazzo venga destinato alla funzione museale: in quell’anno anno il re Ferdinando IV di Borbone decide di spostare qui la Real Bibioliteca e la vastissima collezione d’arte borbonica. In seguito saranno numerose le altre collezioni acquisite dal museo, anche dopo l’avvento dell’Unità d’Italia, allorchè il museo venne denominato Museo Nazionale abbandonando per sempre la paternità borbonica.