E’ deceduto in queste ore, presso l’ospedale Loreto Mare di Napoli, il turista americano che il 18 maggio era stato aggredito da due malfattori in scooter nel tentativo di rubargli il prezioso Rolex portato al polso. Antonio Oscar Mendoza, 66 anni di origine portoricana, ha vissuto i suoi ultimi giorni fra le speranze vane e silenziose di chi, come la moglie Ana Riviero ha pregato e pianto per lui: speranze che però non si sono risolte in esiti positivi e che hanno lasciato spazio solo all‘angoscia della morte.

La modalità dell’aggressione è stata la consueta: due persone in motorino, casco integrale in testa e targa oscurata per non essere rintracciabili. Si punta così un ignaro turista, preferibilmente straniero, e si parte all’attacco del bottino. E questo è proprio quello che è successo a Mendoza, quando, scendendo in escursione dalla nave Celebrity per ammirare la città, si è trovato dinanzi agli uomini che lo avrebbero condannato a morte certa.

Mendoza però aveva resistito al tentativo di rapina, ma, dopo la colluttazione con i due scippatori nel tentativo di difendere il suo orologio, aveva battuto la testa contro il marciapiede perdendo i sensi. Immediati i soccorsi da parte di due militari della Guardia di Finanza, che lo avevano accompagnato presso l’ospedale più vicino, e repentini anche i medici che erano subito intervenuti con un’operazione d’urgenza per bloccare l’emorragia celebrare in atto. Ma lo stato comatoso e seriamente compromesso del paziente è rimasto tale fino ad oggi, quando, vinto dall’ineffabile destino, Mendoza è morto.

Le indagini ancora in corso da parte della Guardia di Finanza sono volte ad identificare, attraverso le testimonianze dei presenti e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di alcune barche ancorate presso il porto, l’identità dei malfattori, in un luogo dove tutti sanno, ma il silenzio e l’omertà fanno da padrone.
Una storia triste, una purtroppo delle tante che si ascoltano nell’assolata città di Partenope, della quale ormai, nella mente turisti e viaggiatori, si sedimentano sempre più solo due parole: monnezza e malvivenza.