Dopo il tragico evento dei giorni scorsi, che ha visto l’ennesimo turista aggredito dai soliti “ignoti” scippatori nella zona del porto di Napoli, si sono sollevate decine e decine di accuse e richieste da parte degli addetti ai lavori. Nicola Coccia, presidente della società “Terminal di Napoli spa” e che gestisce l’intera zona degli sbarchi ed imbarchi delle navi da crociera, ha annunciato che non resterà a guardare e che, se non procederanno le autorità in qualche modo, sarà costretto a inchiodare cartelli ai muri con su scritto “Fuori di qui, rischiate la vita”, un po’ emulando un commerciante di souvenir che, ben 25 anni fa, fece stampare un volantino bilingue che avvisava i turisti dei pericoli presenti in città. Il commerciante fu allora denunciato e subì il ritiro della licenza, ma Coccia va avanti con la sua protesta:  “La mia non è una semplice provocazione. Se non cambierà qualche cosa, siamo e saremo costretti a comunicare alle società crocieristiche il pericolo che rappresenta la città di Napoli per i passeggeri”.
Allo stesso modo interviene il questore Luigi Merolla che ha richiesto un “impegno speciale delle forze dell’ordine” per identificare le persone dedite allo scippo e alla rapina in questa zona. Dello stesso parere accusatorio anche il presidente di Confesercenti Vincenzo Schiavo, dichiarando che “la città non riesce a garantire il minimo standard di sicurezza” e pertanto la situazione resta ancora assolutamente insostenibile. Anche il presidente provinciale dell’Ascom-Confcommercio, Pietro Russo, partecipa alle proteste e preannuncia una serrata dei propri associati e chiede addirittura una  legge speciale che sappia fronteggiare e appianare la situazione.

Quasi scioccante la dichiarazione di Bruno Castaldo, avvocato marittimista e past president del “Propeller Club Napoli”: “Non voglio fare polemiche inutili ma ho lo studio nella zona adiacente al Porto e conosco di vista i borseggiatori e gli scippatori che operano in zona. Tutti sanno, ad esempio, dell’ arte del ‘paccotto’ che viene rifilato alle spalle dell’edicola di Piazza Municipio. Insomma c’è un certo lassismo da parte dei controllori istituzionali”.
Insomma la situazione resta ancora in alto mare e, nonostante le problematiche e le proteste a più voci e da vari fronti, le cose ancora avvisano cambiamenti. In questo modo oltre a essere in grave pericolo la vita dei turisti (non è certo il primo caso quello del 19 maggio), si crea anche un forte deterrente per tutti i potenziali viaggiatori e crocieristi che vogliano scegliere di trascorrere a Napoli le proprie vacanze: chi pensate voglia venire in città a giocare al far west?