Napoli soffre, Napoli è stanca. Soffre per l’immondizia abbandonata nelle strade, soffre per la puzza che si leva da sacche e cassonetti stracolmi ed è stanca per la mancanza di rispetto del cittadino da parte delle istituzioni. Uno scenario allarmante quello che si presenta alla vigilia di Pasqua, quando i turisti, molti dei quali già in città, potrebbero arrivare a Napoli per le vacanze. Dico potrebbero perché, con la pubblicità negativa degli ultimi tempi (anzi anni), il turismo è messo davvero a dura prova. Il sindaco Iervolino ha assicurato che verrà fatto l’impossibile per avere una città pulita entro Pasqua, ma ad oggi, a soli 4 giorni dalla Domenica Santa, non resta che chiedere un miracolo a San Gennaro, poiché la situazione non è affatto mutata: non bisogna fare l’impossibile, bisogna fare ciò che è giusto ed ovvio sia fatto ogni giorno per permettere a tutti, cittadini e turisti, di godere di una città come la nostra. Proteste giungono da ogni dove, sia da parte dei commercianti che da quella degli albergatori che, mai come quest’anno, non riescono a formulare una stima potenziale del flusso turistico, ma aspettano con ansia i viaggiatori dell’ultimo minuto, quelli che scelgono i last minute e i last second. Nel frattempo il danno d’immagine che la città sta subendo è decisamente senza pari e rischia di pregiudicare le scelte e le attrattive stesse della città: i turisti non fotografano più Castel dell’Ovo o il Maschio Angioino, ma i cumuli di immondizia per la strada, intendendoli come esempio di folclore partenopeo.

“Le promesse non le ascoltiamo più, vogliamo solo fatti e purtroppo sulla questione rifiuti se ne vedono pochi” – sostiene il presidente della Federalberghi partenopea Salvatore Naldi, ringraziando poi “chi sta lavorando seriamente per rilanciare l’immagine di Napoli e riportarla alla normalità”.

Una situazione spinosa, quasi epocale, che, nonostante le mille promesse che lasciano il tempo che trovano, non riesce a trovare risoluzione: per davvero ci rimane solo San Gennaro?