Due eventi tellurici di lieve entità sono stati registrati ieri pomeriggio (ore 14.38 e 16.10)  sull’isola di Ischia. Si è trattato di due scosse di lieve entità  – magnitudo 1,5 della scala Richter, durate circa trenta secondi, con epicentro nel Comune di Casamicciola – che però hanno gettato nel panico la popolazione dell’isola verde che, nella prima domenica di giugno, contava, oltre ai residenti, anche molti turisti. La gente è scesa in strada abbandonando impaurita abitazioni, alberghi e strutture termali, rifugiandosi nelle auto e rifiutandosi di abbandonare i ricoveri di emergenza per molte ore.

L’Osservatorio Vesuviano ha così spiegato il fenomeno che ha destato tanta preoccupazione: “Si è trattato di un terremoto registrato dai nostri strumenti, di piccolissima magnitudo ma molto superficiale e per questo avvertito dalla popolazione. In tutte le aree vulcaniche, quando si tratta di eventi molto superficiali, anche se di energia molto limitata, le scosse sono avvertite dalla popolazione. Casamicciola è stato nell’800 sede di terremoti molto importanti.”

L’attività sismica, dunque, è stata avvertita come di maggiore intensità rispetto al grado reale perché originatasi da una sorgente poco profonda che ha fatto letteralmente vibrare la terra sotto i piedi, propagandosi in onde distintamente avvertite. Ad accrescere la sensazione di un pericolo imminente, inoltre, sono stati i forti boati che hanno accompagnato il terremoto. Il Dipartimento di Protezione Civile non ha rilevato danni a cose e persone e il sindaco del comune di Casamicciola, Vincenzo D’Ambrosio, confortato da questi dati,  ha potuto tranquillizzare gli abitanti che sono quindi tornati al normale svolgimento della serata.

L’isola fu interessata negli anni ’80 dell’800 da forti terremoti che provocarono morti e distruzione. In particolare l’evento più luttuoso fu quello del 28 luglio 1883, descritto come il più catastrofico avvenuto sull’isola negli ultimi secoli:

Casamicciola, anche allora punto d’epicentro, perse gran parte della sua popolazione – 1784 morti – mentre le strutture architettoniche furono completamente rase al suolo; il sisma fu avvertito in tutta l’isola (addirittura fino a Napoli) e anche gli altri comuni limitrofi furono decimati nella popolazione: i morti furono complessivamente 2333. Sotto le macerie rimase sepolta l’intera famiglia di Benedetto Croce, allora diciassettenne, che invece ne uscì gravemente ferito ad un braccio e ad una gamba e che avrebbe successivamente ricordato la catastrofe nell’autobiografia “Memorie della mia vita”.

Altre informazioni sul terremoto del 1883 sono consultabili sul sito:

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1883b.htm