Si era recata in facoltà per sostenere un esame di Storia contemporanea. Antonella Di Iorio era una studentessa fuori sede, veniva dalla  provincia di Caserta, da Sparanise, nonostante fosse originaria di Santa Maria Capua Vetere. Dai racconti dei testimoni pare che la ragazza, chiamata a sostenere l’esame, si sia improvvisamente sentita male. Proprio mentre conferiva, infatti, ha perso conoscenza e per lei non c’è stato nulla da fare. Immediato l’intervento dei soccorsi che, purtroppo, non ha dato l’esito sperato. Il magistrato, sopraggiunto insieme ai carabinieri, non ha potuto far altro che constatarne il decesso per cause naturali. Sembra, infatti, che la ventiduenne sia stata colpita da un attacco cardiaco che non le ha dato scampo.

Non è stata disposta nessuna autopsia ed il corpo è stato restituito alla famiglia, accorsa subito al Corso Vittorio Emanuele, dove tutto è accaduto. La giovane studentessa di Scienze della formazione, era in regola con gli esami del quarto anno, aveva ottimi voti e a breve si sarebbe laureata. Oltre alla psicologa dell’Università Suor Orsola Benincasa, la dott.ssa Simona Collina era presente anche il rettore Lucio D’Alessandro che si è detto vicino alla famiglia e fortemente scosso dall’accaduto così come tutto il corpo docenti.

Durante i due giorni trascorsi dalla morte di Antonella, i suoi colleghi universitari continuano a lasciare messaggi e commenti sul sito dell’Ateneo per ricordare la compagna e testimoniare la propria solidarietà ai suoi familiari. Tra le richieste più insistenti, conferma il vicepresidente dell’Adisu Paolo Castaldo, c’è quella di conferire alla ragazza scomparsa una Laurea ad Honorem, per coronare il sogno di Antonella. Il Vicepresidente si è dichiarato pronto anche a far partire una raccolta di firme per raggiungere tale obiettivo, tenuto conto anche che la morte di Antonella si è verificata proprio durante il suo ultimo esame. Da altri studenti, invece, nasce la proposta di intitolarle un’aula, una sala della struttura. Intanto proseguono le polemiche sull’assenza di un presidio medico negli Atenei universitari e sui ritmi serrati cui sono costretti gli studenti per laurearsi in tempo.