Vanno male le cose agli Scavi di Pompei: a sei mesi dal crollo della Domus dei Gladiatori, sembra ancora non ci sia una risoluzione, un intervento tempestivo per questo grandioso sito archeologico che tutto il mondo ci invidia. Pareti crollate, custodi assenti ed impalcature ovunque a sbarrare il passo ai turisti che, giusto per eguagliare il mito della monnezza, fotografano il nuovo emblema della cultura partenopea: le pietre crollate di Pompei. Una situazione imbarazzante per tutti, un patrimonio che cade, la cultura, la Nostra Cultura che si sgretola sotto l’incompetenza e la noncuranza delle istituzioni e dei più che danno per assoluto e certo che Napoli sia la città più bella del mondo, ma non si accorgono che, purtroppo, sta soffocando fra i miasmi della negligenza. Pompei è da sempre stata una perla preziosa, ma oggi più che mai soffre, abbandonata a sé stessa e, senza redenzione alcuna, continua una battaglia atroce per la sopravvivenza: dove non è riuscito il Vesuvio, sta riuscendo perfettamente l’indifferenza delle istituzioni.

E’ poi di questi giorni la notizia che la Guardia di Finanza e la Procura di Torre Annunziata stanno indagando su fondi stanziati per gli scavi che ammontano a ben 80 milioni di euro ma che sono stati spesi per tante e varie cose e nessuna, con forte evidenza, connessa con la manutenzione e il restauro della città di Pompei Antica.

Il nuovo Ministro dei Beni Culturali, Galan, in visita lo scorso 12 aprile agli scavi, non ha ancora delineato un piano strategico definitivo, mentre però è convinto sulla piega privata che dovranno assumere le opere di ristrutturazione e manutenzione: un’arma a doppio taglio che va ponderata e ben organizzata, onde evitare fini speculativi da parte di imprenditori senza scrupoli.

E, mentre c’è chi impunemente dà la colpa ai cani randagi che circolano per la città e indica le povere bestiole come la causa di tutti i mali (ma figuriamoci!!!), nei pressi di Porta di Nola è in costruzione un ecomostro dal costo sbalorditivo di quasi 5 milioni di euro, dalla destinazione ancora ignota, anche se c’è chi abbozza ad un uso di “deposito-uffici-magazzini”.

Per la serie “I Misteri di Napoli”.