La favola si interrompe al Bentegodi. I fasti delle notti magiche appena trascorse sembrano un vago ricordo, sbiadito nelle nebbie. Eppure giusto quattro giorni fa si gridava al miracolo per la sonora vittoria sul Milan. Adesso è tutto da rifare, adesso c’è da leccarsi rapidamente le ferite, risollevare immediatamente lo sguardo verso una lunghissima stagione che metterà a dura prova nervi e cuore. Il Napoli visto ieri sera non è stato brutto, sarebbe assurdo pensare questo, visto che non ha mai rischiato nulla, visto che il Chievo non ha prodotto nulla che si potesse avvicinare ad una trama di gioco, anzi è addirittura andato in rete grazie ad un regalo di Fideleff, fino al quel punto impeccabile, che ha macchiato il suo esordio con un disimpegno sbagliato, servendo ad un resuscitato Moscardelli la palla dell’uno a zero. Dicevamo, il Napoli non è stato brutto, ma neppure bello, perché al pari del Chievo, anche gli uomini di Mazzarri sono sembrati a corto di idee e gioco.

Turn over eccessivo – Forse Mazzarri ha un po’ esagerato nello stravolgere una squadra intera, che si è vista snaturata del proprio modo di giocare, forse i ragazzi hanno preso sottogamba la partita a tal punto da trovarsi sorpresi dinanzi al muro innalzato davanti la porta da parte del Chievo. Forse la prima ipotesi è quella più probabile, perché in effetti il Napoli messo in campo da Mazzarri era praticamente nuovo per sette undicesimi, se si escludono De Sanctis, Aronica, Gargano e Maggio. Proprio quest’ ultimo sarebbe dovuto andare in panchina, se Dossena non fosse stato colpito da un grave lutto in famiglia (perdita del padre). Anche lì davanti il tridente bis con Mascara e Santana a supporto del terminale Pandev, non sembra aver convinto più di tanto, visto che in nessun modo si è trovato il modo di aggirare la diga veronese. Perché quelli del Chievo hanno issato una vera e propria diga, difendendosi praticamente in undici. E a nulla sono valsi gli innesti di Hamsik, Inler e Cavani, che teoricamente col Chievo un po’ stanco, avrebbero dovuto fare la differenza. E invece il gol del Chievo è arrivato proprio con loro in campo e, come da copione, non appena messa la palla in rete sull’ unico errore di Fideleff in tutta la partita, il Chievo ha tolto un attaccante e si è praticamente rinchiuso in area, più di quello che aveva già fatto. Perché fino al gol di Moscardelli, il Chievo non aveva mai visto la porta.

Il calcio è fatto anche di questo, di piccoli episodi che alle volte hanno ripercussioni enormi. Abbastanza buona, anche la prestazione dell’altro giovane esordiente Fernandez che forse, più dell’altro biondo compagno di reparto, ha sentito la tensione dell’esordio, consapevole dell’importanza della partita, considerata da tutti come un esame per il Napoli 2. Dati alla mano questo Napoli 2, l’esame non l’ha superato, visto che si torna da Verona con zero punti, ma nonostante ciò non è possibile criminalizzare Mazzarri, visto che chi è andato in campo ha tecnica da vendere. Pensando con lucidità agli impegni del Napoli, partendo da sabato prossimo con la Fiorentina, questa di Verona effettivamente era l’unica partita dove ci si poteva concedere un turn over così massiccio. Non è andata secondo i piani ed il Chievo si conferma bestia nera del Napoli. Lo stesso Mazzarri nel dopo partita l’ha considerata “una rivoluzione inevitabile”, in vista del triplice impegno che vedrà il Napoli impegnato sabato con la Fiorentina, martedì col Villareal e poi sabato con l’Inter.

Come dar torto dunque a Mazzarri, se in vista di questi impegni, ha voluto far rifiatare qualcuno? A questo punto potremmo dire, come anche lo stesso Mazzarri, che la sconfitta di ieri col Verona, sia quasi provvidenziale, per farci tornare tutti sulla terra, ché alla terza giornata già parlavamo di scudetto in tasca. Probabilmente alla fine così sarà, ma il campionato è ancora lungo e la Champions sicuramente si farà sentire nelle gambe e nella testa, sottoforma di stress psicologico e nervoso. E dunque altri turn over arriveranno, bisogna solo sperare che i vari Santana e Pandev ritrovino la forma che avevano, perché dopo tutto la difesa ed il centrocampo non hanno mostrato crepe (eccezion fatta per l’errore di Fideleff), allora sì che se ne vedranno delle belle.