Sabato pomeriggio potremmo dire che si è conclusa la settimana di proteste dei cittadini quartesi, esasperati dai cumuli di rifiuti in strada. Verso le cinque del pomeriggio un gruppo composto da oltre un centinaio di persone ha dato vita ad un corteo per chiedere l’avvio della raccolta differenziata su tutto il territorio comunale. Perché in effetti, la raccolta differenziata a Quarto è partita più di un mese fa, ma limitata a sole due strade, merito della vecchia giunta che ha realizzato il piano e del commissario Prefettizio che l’ha messa in pratica materialmente. Ma non basta, perché a meno di cinquanta metri dalle due strade, interessate da un servizio che prevede il ritiro presso i condomini solamente della frazione umida e di quella secca, sono ancora presenti i cassonetti per la raccolta dell’indifferenziata ai quali vanno a conferire anche quei residenti che non hanno voglia di fare la raccolta differenziata. Di fatto un esperimento quasi fallimentare, anche perché non si conoscono ancora i risultati, seppur parziali, di questi mesi di raccolta porta a porta.

Il corteo, promosso dal Presidio Permanente di Quarto contro Discariche ed Inceneritori e Movimento Disoccupati di Quarto, partito da Piazzale Europa (presso il Comune), si è snodato tra le vie principali della cittadina flegrea, dando via ad una raccolta differenziata “porta a porta” simbolica. Lo scopo duplice della manifestazione era quello da un lato di sensibilizzare la maggioranza della cittadinanza che ancora non si è stancata delle montagne di spazzatura che giacciono in strada da mesi, dall’altro per far capire al nuovo sindaco che una raccolta differenziata spinta porta a porta, ha bisogno inevitabilmente di numerosi operatori da impiegare nella raccolta e nella gestione di tutto il ciclo della differenziata. Per questo motivo i disoccupati di Quarto si sono “proposti” al sindaco, per fargli capire che loro sono pronti per poter essere inseriti nel ciclo della differenziata.

Il corteo si è svolto in maniera tranquilla, tranne che per qualche momento di tensione, quando i manifestanti, hanno bloccato per circa mezz’ora il traffico in un incrocio abbastanza affollato nel pomeriggio, provocando qualche malumore da parte degli automobilisti, che in teoria sarebbero dovuti essere in strada con il resto del corteo, visto che anch’essi risiedono a Quarto e la puzza della spazzatura è nauseabonda anche per loro. Da lì poi tutto è ritornato alla normalità ed il corteo ha continuato la sua marcia concludendola da dove era partito, ovvero dal palazzo del municipio davanti la cui porta sono stati depositati, come gesto simbolico, vetro, carta e plastica, frutto della raccolta simbolica fatta durante la manifestazione. Un gesto che magari potrà far storcere il naso al nuovo sindaco ma che, ribadiscono gli organizzatori, era un gesto simbolico, fatto solamente per far capire che c’è la volontà da parte dei cittadini di voler fare la differenziata, anche se sarà necessaria una corretta informazione da fare a tutte le famiglie, affinché si realizzi una raccolta differenziata che abbia come risultato finale un prodotto di qualità, che possa far arricchire le casse comunali. Perché una buona raccolta differenziata, oltre che ad arricchire le casse comunali, potrebbe arricchire anche quelle dei cittadini e soprattutto dà la possibilità di avere le strada definitivamente pulite e senza i cassonetti in strada.

Il Presidio Permanente di Quarto, confrontandosi anche con altre realtà, sta portando avanti questa battaglia di civiltà, che ha come unico interesse la salvaguardia dei cittadini e del loro territorio: adesso sta al nuovo sindaco fare la prossima mossa.