E venne il giorno della prima finale per Rafa Benitez ed il suo Napoli. Tra alti e bassi, battute d’arresto e ripartenze, gli azzurri si preparano ad affrontare le ultime tre partite di campionato con un buon margine di distacco da amministrare contro la prima diretta inseguitrice, la Fiorentina di Montella. Oggi però il campionato può essere messo da parte perchè, ironia della sorte calcistica, Napoli e Fiorentina si affrontano per giocarsi quella piccola dose d’acqua che ti fa vedere il bicchiere di fine stagione mezzo pieno. Tutto in una sera, novanta minuti (più extra time) per cercare di alzare una coppa sotto il cielo.

La voglia di Benitez. Lui Rafa Benitez, è uomo tranquillo e di indole mansueta, l’altro, l’allenatore Benitez, al contrario è tecnico preciso, puntiglioso, attento alla tattica, ma soprattutto è allenatore vincente ed affamato di vittoria. Proprio per questo motivo la Coppa Italia ai suoi occhi è un trofeo da vincere, punto e basta. Non importa che in Italia purtroppo si sia un po’ snobbata, lui vuole vincere. Rafa Benitez è fatto così. Non è ancora passato un anno dal suo arrivo e per l’allenatore spagnolo arriva il primo banco di prova importante (perché nonostante tutto è pur sempre un trofeo) e che porta con se una buona dose emozionale, basti pensare ai festeggiamenti di due anni fa. La piazza ha sete di vittoria e per accontentarla l’unica cosa da fare è vincere, Benitez questo lo sa ed è per questo che non vuole fallire la sua prima finale alla guida del Napoli.

Questione di mentalità. Vincente quella di Benitez di sicuro, adesso tocca ai giocatori dimostrare di essere in possesso della stessa mentalità del proprio allenatore. Tocca a Marek Hamsik uscire dalle sabbie mobili che gli bloccano gambe e pensieri, tocca a Gonzalo Higuain leone rabbioso lì davanti che mette il cuore in ogni partita, così come Mertens, Callejon e soprattutto Insigne orgoglioso talento nostrano in cerca dell’occasione per legare il suo nome alla squadra vincendo qualcosa di importante e l’occasione di stasera è una di quelle che non si possono fallire.

I dubbi sulla formazione sono pochi, sempre gli stessi e riguardano chi utilizzare a centrocampo tra Behrami e Jorginho accanto ad un quasi sicuro Inler e chi sarà tra Insigne e Mertens a conquistare un posto di titolare per questa finale. Per il resto tutto sembra già chiaro nella testa di Don Rafè, lui che stasera potrebbe regalarsi la prima gioia di questa stagione.