Mima il gesto dell’applauso Mario Caterino uscendo dall’auto della polizia per entrare in Questura a Caserta, per ironizzare sui complimenti che si scambiavano con i colleghi i protagonisti del suo arresto. Un colpo importante inferto alla malavita organizzata quello messo a segno oggi da parte delle forze dell’ordine. Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, coordinati dai pm Antonello Ardituro, Giovanni Conzo e Raffaello Falcone della Dda, lo hanno arrestato durante un blitz avvenuto questo pomeriggio a Casal di Principe nell’abitazione di un uomo che lo nascondeva, Mario Della Corte, incensurato, anche lui arrestato con l’accusa di favoreggiamento.

Mario Caterino (54 anni), soprannominato o’ botta (si dice che debba il suo soprannome a una certa esplosività dei suoi comportamenti nel campo estorsivo), è un componente di spicco del clan camorristico dei Casalesi. Il boss era inserito nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi ed era ricercato da sei anni per una condanna all’ergastolo per omicidio ed associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. La Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, tre anni fa, nell’ambito del maxi-processo “Spartacus 1”, emise una sentenza definitiva che lo riteneva colpevole di aver partecipato all’omicidio De Falco nel 1991. Fu in quel periodo che Caterino, dopo l’uccisione del boss Antonio Bardellino, assunse una posizione di primo piano all’interno del clan dei ‘casalesi’.
Caterino risultava essere il numero due del clan dei Casalesi, che fa capo al boss Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”, attualmente detenuto. Prima di lui nella lista c’è solo Michele Zagaria, ancora latitante. E proprio a questo proposito il Ministro Roberto Maroni si è congratulato per l’arresto con il Capo della Polizia e direttore generale del Dipartimento di Pubblica sicurezza, prefetto Antonio Manganelli, sostenendo con fierezza di aver messo a segno un colpo straordinario che ha stretto il cerchio intorno alla latitanza di Michele Zagaria.

Reazioni di contentezza anche da parte del procuratore aggiunto della Dda di Napoli Federico Cafiero De Raho, pm del processo Spartacus, e del giudice estensore della sentenza Spartacus, Raffaello Magi.