Venerdì nero a Pompei lo scorso 5 luglio, data d’inizio di una serie di controlli effettuati dalle forze dell’ordine all’interno degli scavi.  Sotto esame le aziende vincitrici degli appalti per i restauri di alcune domus, – tra cui la Casa del criptoportico e la Casa dei Dioscuri – i cui dipendenti sono stati prontamente identificati da Dia, polizia, carabinieri e guardia di finanza.

Lo scopo della verifica è, innanzitutto, impedire l’ingresso della criminalità nelle imprese impegnate nei lavori del Grande Progetto Pompei, nel pieno rispetto del protocollo di legalità siglato dal Mibac.

Ulteriori controlli si sono incentrati sull’attività delle guide turistiche che ogni giorno accompagnano i visitatori negli scavi, in seguito a numerose segnalazioni sulla presenza di guide non autorizzate dalla Regione Campania all’interno del sito.

E’ di sabato scorso la circolare diramata dalla soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro e diretta alla società Civita Musea, che gestisce le biglietterie, l’ufficio informazioni ed il controllo degli accessi a Pompei. D’ora in poi ad ogni guida accreditata dalla Regione sarà consegnato un biglietto gratuito d’entrata sul quale dovrà essere segnato il numero di tesserino.

<< L’obiettivo è migliorare l’immagine del sito anche attraverso una migliore fruizione, da parte dei visitatori, delle guide turistiche autorizzate dalla Regione Campania a svolgere attività all’interno dell’area archeologica, e tenuto conto anche di quanto segnalato dal comando dei carabinieri sull’ingresso di guide abusive, con conseguenti litigi tra operatori >>, spiega la soprintendente.

Comincia, così, una vera e propria crociata contro l’abusivismo, che suscita tuttavia la perplessità di Pietro Melziade. Secondo il presidente dell’Associazione guide turistiche della Campania, sarebbe più funzionale creare una biglietteria per i gruppi per evitare lunghe attese, oltre a varare sanzioni serie per gli abusivi, i cui proventi confluirebbero nelle casse dello Stato.

E intanto, scossa da polemiche e battaglie legali, la Pompei sopravvissuta allo sterminator vesevo rischia ora di diventare una città turistica da terzo mondo.