ospedale annunziata
Tutto il quartiere San Lorenzo unito contro la chiusura dell’ospedale Annunziata. Ieri pomeriggio le strade e le vie antistanti hanno visto sfilare 500 manifestanti in un corteo pacifico e simbolico contro il trasferimento del polo all’ospedale Santobono di Napoli.

Gli stessi medici affermano: “Siamo d’accordo al trasferimento dell’ospedale al Santobono per integrarsi in un’unica azienda, purché senza smembramento delle sue attività. Anzi, il polo pediatrico va opportunamente finanziato nell’ottica del rilancio”.

Ad opporsi ad un possibile decreto dalla giunta Caldoro che sancirà, si pensa, la chiusura dell’Annunziata, non solo il personale medico e infermieristico, ma il popolo del quartiere San Lorenzo, il pizzaiolo che prepara le pizze per le guardie di turno, il barista, addirittura il parcheggiatore abusivo. Gli organizzatori parleranno, alla fine del corteo, di circa 1000 persone, tra personale e cittadini.

medici

Sistemati, inizialmente, in dieci gruppi da 50, i manifestanti hanno sfilato per le due vie, a destra e sinistra dell’ospedale, via Egiziaca e via Ranieri. Un serpentone umano confluito in corso Umberto per salvare il polo ospedaliero. Numerosi gli striscioni, i più dedicati al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: Caldoro ripensaci, Caldoro ferma il decreto, L’Annunziata non è protetto da forti poteri ma dal popolo e dalla Madonna.

Iniziata alle 17.45, con dei tocchi di campana della chiesa di San Lorenzo, la piccola manifestazione è terminata alle 18.30. Per l’occasione è stato rispolverato un banchetto di petizioni firmate già lo scorso settembre, quando si cominciava a parlare di un’eventuale chiusura. Allora le firme erano circa 2500.

Da Palazzo San Giacomo, però, giungono voci discordanti sulla chiusura e parole dure sul progetto previsto dal decreto: “Nessuno sa ancora quale sarà il destino dell’ospedale. Ma certamente non è, adesso, a rischio chiusura. Il decreto va interpretato bene, perché dividere come si era pensato l’Annunziata, lasciando la Terapia neonatale nella Napoli 1 e facendo confluire il resto nel Santobono-Pausilipon, è un pessimo progetto riorganizzativo”.