Napoli, un’altra notte di violenza nelle vie del centro. Ancora una volta turisti ed ancora una volta il nome di Napoli verrà esportato, stavolta in Spagna, come sinonimo di città violenta e  pericolosa per un turista che sceglie liberamente di passeggiare per le vie centrali della città.

Erano le ventidue di sabato sera, quando due coppie di turisti spagnoli, arrivati in mattinata a Napoli, stavano passeggiando su Corso Umberto in direzione della stazione centrale.In pochi attimi tre imbecilli su di uno scooter, li hanno individuati adocchiando sul polso di un uomo di cinquantaquattro anni, un Rolex Submarine. In men che non si dica i quattro spagnoli sono stati aggrediti e nel tentativo di resistere alla rapina, sono stati selvaggiamente pestati. I tre delinquenti non hanno risparmiato neanche la moglie di uno dei due turisti, pestando anche lei, illesa l’altra donna. I tre sono stati condotti al vicino ospedale Loreto Mare, dove i medici hanno riscontrato al malcapitato possessore del Rolex un trauma cerebrale ed uno addominale, con una prognosi di un mese. Meno gravi i danni riportati dall’amico e dalla moglie, intervenuta per difendere lo sfortunato marito.

Ci risiamo ancora, il nome della città infangato da gente che preferisce derubare e pestare turisti piuttosto che trovarsi un lavoro onesto. Gente che con Napoli non avrebbe nessuna cosa in comune, ma che invece proviene proprio da quei quartieri della città in cui la legge non esiste e che quando le forze dell’oridne tentano di entrare, spesso trovano l’ostruzionismo degli stessi cittadini che difendono i loro delinquenti da quattro soldi.

Dove sono i controlli sul territorio? Come è possibile che una città che vuole ritornare ad essere una capitale del turismo mondiale, possa permettere che quattro turisti vengano rapinati e pestati alle dieci di sera in una delle vie più importanti, che di sera diventa terra di conquista e scorribande per miseri uomini, che in branco assalgono incolpevoli turisti e non. Napoli è vittima dei suoi stessi cittadini, troppo abituati a non rispettare le regole, ed alle volte scappa anche il morto, come quando nella scorsa primavera, un turista portoricano morì a seguito di uno scippo.

Non è questa la Napoli della gente onesta, non è questa la Napoli tanto decantata da poeti e musicisti, non è questa la Napoli degli “uomini d’amore”, come li chiama Luciano De Crescenzo in una storica scena del film “Così parlò Bellavista”. Quella Napoli è un vago ricordo, quella Napoli forse non esiste più. Adesso il sopruso, l’arroganza e l’ignoranza sono le tre caratteristiche principali di una città che lentamente tenta di risorgere, ma che puntualmente ripiomba nella vergogna. Perchè di sicuro i quatroo turisti spagnoli torneranno in patria raccontando l’accaduto agli amici ed ecco che il gioco è fatto.

Il centro storico di Napoli la sera, dopo una certa ora è terra desolata, poco illuminata eccezion fatta per alcune vie principali. Come fare per rianimarla? Forse non bisognerebbe obbligare i locali a chiudere alle due, anzi al contrario, come succede in ogni parte d’Europa, bisognerebbe incentivare gli esercenti a restare aperti quanto più a lungo è possibile, dando la possibilità ai giovani e non solo di restare in giro per le strade, che a quel punto dovrebbero essere sorvegliate e protette.

Un problema sociale, che va combattuto con forza, perchè spesso di queste cose si può anche morire, come accaduto a Santa Maria la Carità la scorsa notte, quando Carlo un ragazzo di ventisette anni è stato brutalmente ucciso da un colpo di pistola al torace perchè tentava di sfuggire ad una rapina mentre era in macchina con la sua fidanzata. I due animali che lo hanno ucciso sono ancora in libertà, ma alla famiglia ed alla fidanzata che ha assistito alla scena e che si è ritrovata in auto con il suo fidanzato agonizzante, nessuno mai potrà ridare la gioia, perchè il suo Carlo non c’è più, morto per mano di due ragazzi, che non hanno neppure portato a termine la rapina, ma lo hanno ammazzato lo stesso. Luridi vigliacchi che adesso sono ancora liberi e che potrebbero colpire ancora.

Napoli non può e non deve essere etichettata agli occhi dell’opinione pubblica internazionale come una città in cui non conviene andare in vacanza, forse quando lo capiremo, sarà già troppo tardi.