Avrebbe festeggiato oggi, martedì 24 maggio, il suo 29esimo compleanno e invece le uniche candele che si accenderanno in questo giorno saranno quelle della fiaccolata organizzata a Somma Vesuviana in sua memoria. Per Melania Rea, scomparsa e uccisa il 18 aprile da 37 coltellate nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, dove due giorni dopo è stato rinvenuto il suo cadavere, i parenti e gli amici si riuniranno per la santa messa nella Chiesa di Santa Maria del Pozzo da dove in seguito, alle 19:00, si formerà il corteo di preghiera che sfilerà lungo le vie della città natale di Melania per poi sciogliersi davanti la casa dei genitori, in via Pomintella. “L’amministrazione – fa sapere il sindaco Raffaele Allocca – sara’ presente e vicina alla famiglia anche in questa occasione”.

Sui manifesti affissi per partecipare l’evento alla comunità è espresso il desiderio di “ottenere una Giustizia ed una Verità”, risultato per il quale gli inquirenti, primo fra tutti il pm sostituto procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti, stanno lavorando alacremente, investigando soprattutto nelle vicende private del vedovo Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito e istruttore di soldatesse al 235° Reggimento Piceno. In questo ambito militare si concentrano i maggiori sospetti, in direzione delle sue relazioni extra-coniugali per le quali sono finora balzate agli onori della cronaca due reclute ex-amanti.

La prima entrata nell’indagine, ma anche immediatamente uscitane grazie ad un alibi di ferro – il giorno dell’omicidio era sicuramente nella caserma di Lecce, lontanissima dal luogo del delitto -, è stata Ludovica Perrone, ventisettenne, che dopo essere stata allieva di Parolisi ad Ascoli, fu successivamente trasferita a Roma, come  caporale all’8° Reggimento Lancieri di Montebello, per poi arrivare in febbraio a Lecce, alla caserma Nacci di Torre Veneri, per un corso di addestramento sui Puma, i blindati leggeri. E’ l’amante storica, presente nella vita di Salvatore da due anni; quella che c’era, dunque, durante la gravidanza di Melania e quando è nata Vittoria, oggi 18 mesi; quella che c’era dall’altra parte del telefono quando Melania ha scoperto tutto ed ha composto il suo numero, per ben due volte, chiedendole di lasciare in pace il marito; quella che però non lo ha mollato, rimanendo aggrappata alle sue promesse di lasciare la moglie e alle speranze di un futuro insieme a “Tore”; quella che continua ad insistere con le sue telefonate anche nei giorni successivi l’omicidio e alla quale Salvatore chiede prudenza, sapendo bene di essere intercettato, e fiducia; quella che racconta della loro relazione come di una storia ancora in corso e che invece Salvatore relega al rango di un’avventura ormai conclusa.

Poi spunta Rosa, ventiseienne, anche lei ex-allieva del Parolisi ma ormai congedatasi dall’esercito, con la quale il caporalmaggiore avrebbe intrecciato una relazione parallela alle fasi iniziali di quella con Ludovica, ma che si sarebbe risolta nel giro di una settimana.

Ma al centro delle indagini sempre lui, Salvatore, e sempre come persona informata dei fatti e non indagato. Su di lui nessun sospetto da parte dei familiari di Melania: lo ha confermato in un’intervista rilasciata ieri ai microfoni di TGCom Michele, il fratello di Melania, il quale crede che il cognato non abbia nulla a che vedere con l’omicidio ma che, ovviamente, una volta chiusosi il cerchio, si aspetta di avere un chiarimento diretto con lui: “Ci siamo visti ieri, ci vediamo tutti i giorni: la bambina momentaneamente sta qui, alle volte la porta dai suoi di là, perché è giusto anche che stia un po’ di là, ci vediamo tutti i giorni… Si parla del più e del meno, adesso si pensa ad organizzare questa fiaccolata… Normali cose di una famiglia…”