Poche ore fa la tanto attesa notizia: il rimorchiatore napoletano Asso 22 è stato liberato dai militari libici e si starebbe dirigendo verso acque internazionali. Asso 22 ha lasciato il porto di Tripoli per riportare a casa il suo equipaggio… sano e salvo: 11 uomini, di cui 8 italiani, che dal 17 marzo scorso erano tenuti sotto sequestro dalle armate libiche, rischiando, fra l’altro, di far scatenare una vera e propria controversia diplomatica, in un contesto storico – politico già abbastanza logoro come quello a cui stiamo assistendo nello scenario attuale degli eventi. Primo contatto, dalle poche e ancora frammentarie informazioni che ci giungono, sarebbe quello che il comandante dell’equipaggio avrebbe stabilito con una nave militare italiana, il pattugliatore Bettica, raccontando quanto appena accaduto. Al momento, anche la compagnia di navigazione Augusta Off Shore fa sapere che, non appena Asso 22 raggiungerà le acque internazionali, cercherà di stabilire un contatto radiofonico con l’equipaggio per capire dove sia diretto.

Il rimorchiatore napoletano, trattenuto ormai da oltre un mese, è stato al centro di una intensa e quanto mai complicata situazione diplomatica, dove il lavoro svolto dai responsabili del caso è stato estremamente delicato, ma che alla fine ha portato al buon esito della situazione stessa. Solo mercoledì il Ministro degli Affari Esteri, Ignazio La Russa, aveva confermato l’attenzione constante sul caso di Asso 22 e che la situazione escludeva del tutto un’azione forzosa poiché si era già ad una risoluzione, quanto mai imminente, di sblocco della condizione e quindi non era opportuno realizzare operazioni militari che mettessero in potenziale pericolo al vita degli ostaggi.

Durante il sequestro, all’equipaggio è stato però permesso di avere contatti sia con la compagnia che con i propri familiari, situazione questa che ha permesso un lieve palliativo da parte delle famiglie e delle autorità che hanno potuto così sincerarsi, anche se in maniera assolutamente parziale, della salute dei marinai.