Loro sono quattro musicisti, tre di Sant’Arpino e uno leccese, rispettivamente Olindo Gallotti,  Danilo Parolisi, Francesco di Cristofaro ed Emilio Antonio Cozza. Come ogni band che si rispetti s’incontrano, si conoscono e uniti da una sola passione, quella per la musica, mescolano i loro bagaglio di esperienze e di gusti: ne nasce un genere decisamente controcorrente, che ha bisogno non solo di musicisti per crescere ma anche di un pubblico che apra la propria mente verso un panorama musicale più elitario eppure così vicino a ciascuno di noi più di quanto immaginiamo. Nascono così “I Brigan”, un gruppo del casertano che unisce al loro sound le influenze della musica celtica e quella popolare. A loro piace essere definiti e guardati come degli innovatori e di strada poi ne stanno facendo: sono semifinalisti al progetto “Runas”, una rassegna e concorso musicale a livello europeo dedicato alla musica celtica.

Come nascono i Brigan? L’intento del gruppo è prima di tutto fondere due generi che sembrano diversi, ma a torto: la musica celtica nasce da una tradizione, da un simbolismo tipico e unico di certi paesi, tra cui il più citato per questo genere è di sicuro L’Irlanda; poi c’è questa sonorità folkloristica, e la loro novità è proprio quella: tornare in qualche modo alle origini, ricercare le proprie tradizioni quando il legame con la propria terra era decisamente più forte e sentito. Oggi si è più predisposti verso l’innovazione che per la tradizione, ma non possiamo certo dimenticare chi siamo. Ma i Brigan insistono su un punto e lo ha spiegato Francesco De Cristofaro in occasione della rassegna a cui prendono parte:” La musica però da sola può fare poco: è importante che ci sia anche la risposta della gente, che abbia lei stessa un desiderio di riscoprirsi, ci deve essere un desiderio che parte dal basso perchè è questo che può cambiare il mondo”

Il sogno dei Brigan? Già aver portato così in alto in un panorama europeo il loro progetto “Ti sfondo i Bodhràn- Tradizione e Contaminazione”, è qualcosa di grandioso. Il secondo sogno nel cassetto è un Tour che li porti lontano: Irlanda, Scozia, Bretagna, Galizia, insomma proprio in quei paesi dove la musica celtica ha antichissime origini.

Di seguito un pezzo della band del casertano:

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