In una Milano investita da un insolito ritorno d’estate, l’armata napoletana ha giocato forse la sua partita più dura fino ad ora. Più che col Milan o con il Manchester, quella con l’Inter si è rivelata una partita davvero intensa, anche per l’ostinazione dell’avversario, sceso in campo determinato a vincere per continuare la striscia positiva iniziata con l’arrivo di Ranieri. Il Napoli dal canto suo si è presentato in forma ottimale, senza però il suo Matador ed accompagnato da oltre seimila tifosi. I due tecnici si conoscono e si temono e la statistica dice che Mazzarri non ha mai perso contro Ranieri. Tutti ingredienti che farebbero pregustare una partita di alto livello.

La partita – I nerazzurri partono forte e cercano subito di fare la partita, tenendo il pallino del gioco e giocando in velocità per evitare al Napoli di pensare. I primi venti minuti del primo tempo vedono l’Inter che, come da copione, preme sull’acceleratore per mettere la partita a proprio favore. Tanta velocità e qualche occasione non proprio pericolosa, ben gestita dalla splendida prova del terzetto di difesa, mettono il Napoli in allerta. Dal ventesimo in poi però, la squadra di Mazzarri, che fino a quel momento era in guardinga attesa, ha iniziato a macinare gioco. Lavezzi pian pianino ha cominciato a carburare, mandando al manicomio a turno Chivu e Lucio, ai quali come alternativa non restava altro che buttarlo giu. Sulle fasce poi, sia Maggio che Zuniga (preferito a Dossena) in strepitosa forma, hanno iniziato a correre alla loro maniera. Al ventisettesimo dobbiamo però registrare il contropiede fulmineo dell’Inter che è andata in rete con Pazzini, in posizione di off side su tiro di Zanetti che De Sanctis aveva respinto corto.  Partita adesso vibrante, nervosa, molto veloce, che non risparmia emozioni, perchè giocata dalle due squadre a viso aperto. Al minuto quarantatre accade quello che non ti aspetti: solita sgroppata di Maggio sulla destra che viene spinto da Obi al limite dell’area, per l’arbitro è calcio di rigore e secondo cartellino giallo per il giocatore dell’Inter, tra la furia del Meazza. Rigore battuto da Hamsik, che Julio Cesar respinge, ma è rapido Campagnaro a metterla in rete. Lo stadio e i giocatori vanno su tutte le furie. Nell’intervallo Ranieri, solito per il suo self control, dice qualche parola di troppo all’arbitro Rochhi che lo allontana dal campo.

La ripresa – La seconda frazione vorrebbe l’Inter in campo aggressiva per conquistare il pareggio. Invece è il Napoli il padrone del campo, complice anche l’uomo in più. Ma l’Inter è sempre una squadra temibile e Mazzarri sa bene che è fondamentale segnare un’altra rete. Nemmeno il tempo di pensarlo, che Maggio imbeccato da Mascara beffa Nagatomo sulla corsa, battendo Julio Cesar con un pallonetto che manda in delirio i seimila napoletani sugli spalti. Napoli gigante, Inter piccola piccola.  Gli uomini di Ranieri non sembrano in grado di reagire di fronte ad un Napoli che gestisce il gioco, come fa una grande squadra, posizionandosi stabilmente nella metà campo nerazzurra. Al settantacinquesimo poi, arriva la ciliegina sulla torta. Incursione di Hamsik, Lavezzi lo vede e gli serve un pallone col contagiro proprio davanti la porta e lo slovacco non può far altro che infilare alla sinistra di un tramortito e quantomai nervoso Julio Cesar. Il Napoli vola  e con lui il suo pubblico che alla fine vince anche la gara sugli spalti…”Oi vita o vita mia”, risuona fortissimo al Meazza, mentre i tifosi dell’Inter nemmeno si sentono più. Di ghiaccio l’espressione di Ranieri, una furia Mazzarri, che per preservare Lavezzi, manda nella mischia anche Chavez, mentre prima Mascara aveva sostituito un ancora appesantito Pandev, che ha sulla coscienza qualche occasione che si poteva finalizzare meglio. Bisogna aspettare che torni in forma, perchè in questo Napoli si corre a velocità vertiginose. Oramai non si attende altro che il fischio di Rocchi, che arriva puntuale, allo scadere dei minuti di recupero. E’ un tripudio azzurro, sugli spalti ed in campo.

Onore all’Inter che ci ha provato, anche se per poco, gloria ai ragazzi di Mazzarri che quest’anno hanno devvero intenzione di stupire. Difficile adesso stabilire quali sono le ambizioni di questo super Napoli, perchè con una squadra così nessun traguardo è da escludere. L’assenza del Matador non ha avuto alcun contraccolpo sulla psiche dei giocatori azzurri che sono scesi in campo consapevoli di dover dare un po’ di più. Interpretazione perfetta da parte della squadra intera, nella quale Maggio e Lavezzi, ma anche lo stesso Hamsik (nonostante il rigore sbagliato), hanno dato quel qualcosa in più che alla fine ha permesso di vincere la partita. Ennesima menzione per il nostro capitano Cannavaro, un gigante in difesa, che anche ieri sera, sotto gli occhi del fratello maggiore, ha dato vita ad una delle sue partite migliori.

Grande partita da parte del Napoli, prova di maturità superata, bravo Mazzarri (che festeggia un compleanno speciale)  a preparare il match e soprattutto infiniti i nostri ragazzi, che hanno affrontato la partita come andava affrontata, a viso aperto e senza paura. Adesso c’è una lunga pausa prima della gara col Parma e allora grande Napoli, goditi il riposo del campione, consapevole di aver dato un segno importante ad una stagione che da ieri sera non sarà più la stessa.