Non c’è pace per i beni culturali napoletani. Non bastavano crolli, incuria e negligenza delle istituzioni a sollevare il livello di guardia, ma ora entra in gioco anche l’inciviltà più pura che non ha nessun rispetto per il proprio passato storico-artistico. E purtroppo non è la prima volta.
A farne le spese è stata la statua di Re Alfonso V D’Aragona presente in una delle nicchie che adornano il lato di Palazzo Reale che si affaccia su Piazza Plebiscito. In particolare il danno evidente è stato causato alla mano destra della scultura, che, probabilmente colpita da un pallone da gioco, ha perso il dito medio letteralmente amputato senza ritegno.

La colpa viene data ai ragazzini che sono soliti giocare in Piazza Plebiscito, come in altre piazze del centro,  improvvisando partite di pallone più o meno aggressive ai danni delle bellezze artistico- architettoniche della zona: non è infatti nuova la situazione che ha visto un supersantos rovinare una statua antica, come è capitato anche alla scultura di Sant’Antonio da Padova presso il complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore, dove il Bambinello portato in braccio dal Santo si è visto decapitare la propria testa che purtroppo resta, da oltre un anno, ancora nelle mani dei restauratori.

La storia delle statue di Piazza Plebiscito però non è nuova a questo tipo di scempi: già nel passato fra vandalismo e atti più o meno inconsulti, le statue si sono viste mutilare o griffare da autentici sconosciuti. Al Re Alfonso, però, la cosa capita un po’ troppo spesso: infatti la mano del sovrano statico di Palazzo Reale era stata da pochissimo restaurata e medio ed indice risistemati a dovere dagli addetti ai lavori. Ora, però, il caso si ripete ed occorrerà un nuovo progetto di recupero e restauro.
Ma, sinceramente, viene da pensare una cosa: ma non sarà mica che Re Alfonso partecipando alla partita si sia staccato il dito medio inventato un fallo? Ah, cosa non si fa per un rigore!