Ancora una volta la mano dell’uomo moderno, ancora una volta uno scempio ambientale ed ancora una volta di mezzo ci vanno i Campi Flegrei. Famosissima nell’antichità per la bellezza dei luoghi e la salubrità delle terre, l’area flegrea oggi è soltanto un vago ricordo di quello che fu in passato. A pagare dazio stavolta sono stati gli abitanti delle zone limitrofe il lago Fusaro, che nel week end appena trascorso si sono accorti che qualcosa di strano stava accadendo alle acque del lago. Una coltre di melma marrone, nel giro di breve tempo ha coperto la superficie dello specchio d’acqua, soffocando i pesci che son venuti a galla morti e soprattutto infestando l’aria circostante, rendendola irrespirabile. Immediate sono state le segnalazioni da parte dei residenti alle autorità competenti, ma ormai il danno era compiuto.

La causa è presto spiegata: un problema all’impianto fognario che va verso il depuratore di Cuma, le cui pompe di sollevamento sono andate in black out. Un’altra ipotesi potrebbe essere il “troppo pieno” che avrebbe fatto scattare il meccanismo di sicurezza dell’impianto. In entrambi i casi l’impianto fognario in automatico, va in protezione riversando nel lago Fusaro i liquami in eccesso.

Le potreste dei cittadini subito si son fatte sentire ed i comitati civici hanno chiesto l’intervento, oltre che delle forze dell’ordine, anche dei tecnici dell’Arpac, per capire le reali cause della risalita a galla della melma. Qualcuno infatti afferma che si tratterebbe di melma risalita a galla direttamente dai fondali del lago, ben famoso per non essere un ecosistema integro in tutto e per tutto, perché già in passato vittima di altri disastri. Il comune di Bacoli ed i tecnici dell’Asl in questi giorni stanno lavorando per monitorare le condizioni del bacino lacustre e quantificare il danno ambientale. Va aggiunto che le forti temperature di questi giorni potrebbero mettere a rischio anche i numerosi allevamenti di mitili presenti nel lago, che già da qualche settimana ha iniziato ha dare i primi segnali di un malessere delle acque. La presenza infatti di alghe, denota una scarsa affluenza di ossigeno nelle acque, acuita dall’occlusione delle tre foci, che non garantisce un buon ricambio d’acqua con il mare.

L’inquinamento dei bacini flegrei è un fenomeno ben noto e di vecchia data, al punto che è in cantiere un progetto chiamato “Risanamento ambientale e valorizzazione dei laghi dei Campi Flegrei”. Primadi far ciò però, sarà necessario un monitoraggio di tutti i fondali, per capire l’entità dell’inquinamento, ripercorrere i flussi tossici e soprattutto individuare ed eliminare gli scarichi abusivi, vera piaga della zona flegrea e non solo. L’opera di controllo e salvaguardia comunque è sempre vigile, ma le autorità da sole non bastano ad arginare il fenomeno, è necessario soprattutto il buon senso di tutti, affinchè si possano preservare più a lungo possibile, luoghi che ci hanno resi celebri e famosi dall’antichità al secolo scorso, per la loro bellezza.

Oggi invece accade esattamente il contrario e nel mondo ci si meraviglia del perché i discendenti di quegli uomini, che per secoli hanno vissuto nei Campi Flegrei consacrandoli al mito, non sanno far altro che distruggerli.