Ieri, 5 Febbraio, presso villa Maiuri a Ercolano, si è svolta una serata all’insegna della bellezza, dell’integrazione e della diversità, nata dalla collaborazione del Forum dei Giovani di Ercolano con la cooperativa sociale “L’impronta”. Quest’ultima , attiva dal 2008, si occupa di ospitare i migranti che giungono nel nostro paese tramite viaggi in condizioni disumane, per poi favorirne l’integrazione in Italia.

Durante la prima parte della serata è stato possibile ascoltare le storie dei giovani migranti che sono giunti nel nostro paese, storie tutte drammatiche e dure che hanno commosso sia i protagonisti che il pubblico presente in sala. Una coppia scappata dal Gambia ha raccontato di essere stata costretta a fuggire a causa della famiglia di lui che voleva imporgli un matrimonio con una donna diversa. Al fermo rifiuto di lui la risposta della famiglia è stata durissima: è stato aggredito più volte riportando gravi ferite e non avendo ricevuto alcun tipo di tutela dalla polizia locale ha deciso di scappare con la donna che ama. In Gambia da un ventennio c’è una atroce dittatura che nega i più basilari diritti e la legge non tutela chi non rispetta gli ordini del padre.

I volti dei protagonisti, estremamente tristi durante i racconti, si sono trasformati ed illuminati durante la seconda parte della serata in quanto è stata organizzata dai ragazzi del Forum una cena sociale, rivelatasi il momento di integrazione per eccellenza. Bonghi che suonano e ragazzi che ballano, senza distinzione alcuna, non c’erano più i migranti da una parte ed i ragazzi di Ercolano dall’altra ad ascoltare, c’era una compagnia di giovani che si divertiva insieme.

Ho chiesto a Ferdinando Alfieri del Forum cosa pensasse all’indomani dell’evento, e la sua risposta racchiude appieno il senso della serata: “stamattina un messaggio, sul mio cellulare mi ha svegliato : “Yesterday was a memorable day for me, I can’t forget this, thanks you all who give us such a nice company”. La persona che mi ha mandato questo messaggio ha studiato Economia e Finanze, poi si è dovuto trasferire: la situazione nel suo paese era critica. E’ nostro dovere aiutare ad integrare queste persone sul nostro territorio, nelle nostre vite, nella nostra società, è importante per vincere una sfida culturale immensamente grande, ma estremamente decisiva per il destino di questo piccolo lembo di terra chiamato Italia, di quel lembo di terra poco più grande chiamato Europa, di quell’atomo infinitamente piccolo chiamato Terra.”