rifiuti agnano L’emergenza rifiuti rende ancora invivibile le strade di Napoli e provincia. E c’è chi, come ad Agnano, inscena tafferugli vari per attirare l’attenzione sulle immonde colline di rifiuti che, passo dopo passo, sembrano ormai far parte dell’arredo urbano campano. I Vigili del Fuoco di Napoli hanno ricevuto numerose chiamate a causa degli incendi appiccati ai sacchetti. Tra le zone più colpite, via Argine, Fuorigrotta e Ponticelli, così come le zone di Gianturco. Per strada vi sono circa 1900 tonnellate, a fronte delle 1289 raccolte nella giornata di martedì. L’assessore all’Igiene del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, si dice enormemente preoccupato: “Fornirò indicazioni per aumentare le quantità di conferimento giornaliere e recuperare, così, il pregresso. Ho dato indicazioni ad Asia per avviare un impegno straordinario nelle aree periferiche particolarmente colpite, come Pianura e Ponticelli”.

Ad Agnano, ieri mattina, una protesta ha mandato in tilt il traffico autostradale. Lungo la strada, per circa 100 metri, sono stati disseminati sacchetti di spazzatura, che di fatto hanno bloccato l’uscita dello svincolo della Tangenziale. Un’auto parcheggiata all’imbocco della tangenziale, poi, è stata capovolta. Gli incendi registrati (e spenti) due giorni fa sono stati circa venti. “Sono molto preoccupato”, prosegue l’assessore, “perché gli incendi determinano rischi per la salute dei cittadini a causa dell’immissione nell’aria di diossina. Credo che, con il crescere delle temperature, nei prossimi giorni si debba assolutamente trovare una soluzione per ridurre la quantità dei rifiuti ancora presenti in strada”. Il problema chiave dell’emergenza, però, resta ancora una volta la chiusura della discarica di Caivano: “Quella discarica di fatto non ha riaperto”, nonostante “la quantità di rifiuti che sversiamo attualmente a Chiaiano, a cui vanno ad aggiungersi le circa 50 tonnellate dei Comuni di Marano e Mugnano”, ha aggiunto Giacomelli.

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Perché riaprire il sito significherebbe “poter accogliere una maggiore quantità di spazzatura”, in modo da liberare, almeno per qualche tempo i cittadini di Napoli e (soprattutto) provincia.