Uscendo dallo stadio qualcuno ha ringraziato San Gennaro con un giorno di anticipo per la splendida serata di calcio di ieri sera. Qualcun altro, più nostalgico, si è sentito catapultato indietro nel tempo, in quei magici anni ottanta. Occhi lucidi, ancora increduli: il Napoli strapazza il Milan, tre a uno, grazie ed arrivederci. Nemmeno a scommetterlo un risultato così, che lancia un chiaro messaggio a tutta la seria A, il Napoli c’è e si fa strada a suon di gol e lo fa con il suo uomo di punta, il Matador Cavani, autore di una tripletta da portarsi il pallone a casa. Classe cristallina, precisione e potenza, un cocktail perfetto che il barman uruguaiano ha servito per ben tre volte ai milanisti. San Paolo in delirio, col presidente De Laurentiis che se la ride soddisfatto in compagnia del sindaco De Magistris, ormai una mascotte di questo super Napoli. Come non pensare al duello a distanza che c’è stato sui giornali tra Allegri e Mazzarri, sulle polemiche per un calendario sulla carta sfavorevole al Napoli ma che in realtà non sembra aver dato nessun problema ai leoni azzurri, che godono di uno stato di forma davvero straordinario? C’è quasi da non credere alla reattività di Maggio, alla grinta ritrovata di Gargano, che da solo ha confezionato in contropiede il gol del due a uno, mettendo nei piedi di Cavani una palla che il Matador a modo suo ha concretizzato nel modo migliore, con una stoccata di prima intenzione che Abbiati ha sentito solo passare.

La partita – Pronti via ed il Milan subito inizia a macinare gioco, facendo girare molto la palla col Napoli che resta a guardare fino al decimo minuto, quando Aquilani, sfuggito alla coppia Inler – Gargano, ha messo in rete con un gran colpo di testa una splendida palla servita da Cassano. Nemmeno il tempo di rattristarsi sugli spalti, che il Napoli in un minuto trova il pareggio. Punizione di Lavezzi con palla scodellata al centro, torre di Maggio e tiro al volo di Cavani con palla sotto le gambe di Abbiati e San Paolo che esplode. Fino al ventesimo minuto il Milan ha provato nuovamente a tenere il pallino del gioco, il Napoli però è stato bravo ad attendere e a difendersi con attenzione e soprattutto a sfoderare contropiedi micidiali, come quello che ha portato al gol del due a uno. Fino alla fine del primo tempo il Milan ci ha provato, ma non c’è stata storia e quando non ci arrivavano i difensori, eccoti De Sanctis che su Aquilani compie il miracolo, salvando il risultato e mandando il Napoli al riposo in vantaggio.

La ripresa inizia subito col Napoli che vuole chiudere la partita e dopo sei minuti ci riesce col solito infinito Cavani, tiro al volo di sinistro, tripletta per lui e partita praticamente archiviata. Il San Paolo è una bolgia ed il Milan è stordito, Seedorf lentamente scompare dal campo, Pato e Cassano non riescono a vedere la porta , il Napoli è padrone del gioco, non rischia più di tanto e, quando può, accelera per colpire ancora, come al settantottesimo quando Lavezzi, prova a sorprendere Abbiati con un diagonale da posizione defilata, non vedendo Dzemaili solo al centro della difesa. Da qui alla fine va registrata solo un’occasionissima per Pato, fermato in acrobazia da uno straordinario Zuniga, entrato poco prima al posto di Dossena . Buoni anche i cambi di Pandev e Dzemaili per Lavezzi ed Hamisk.

Finalmente il Napoli può contare anche su una panchina di altissima qualità, che garantisce quella continuità di gioco che Mazzarri continua a cercare. Una nota di merito, l’ennesima, per Maggio ed Inler, che anche stasera hanno giocato ad un livello superiore rispetto alla media alta del resto dei compagni, fatta eccezione per Cavani che, a questo punto, viene effettivamente da un altro pianeta. Qualche disattenzione in difesa fa capire che ancora qualcosina lì dietro è da verificare, ma non c’è da preoccuparsi, perché il campionato è appena iniziato e Mazzarri sa bene dove intervenire.

Certo che un esordio casalingo così non se lo aspettava nessuno, anche se tutti lo speravamo, ma siccome a Napoli la scaramanzia è d’obbligo, nessuno ha osato dirlo apertamente, quasi a portare nel cuore un desiderio, che a suon di gol si è concretizzato, lasciandoti li così, intontito, in piedi in curva nonostante le squadre si siano già ritirate, a guardare il manto erboso vuoto, ma tu sei lì a rivivere le scene nella tua mente, sperando che nessuno ti svegli mai. Perché Napoli è anche questo, un grande sogno che diventa realtà.