Tra applausi scroscianti, ospiti internazionali e qualche lascrima di gioia, si chiude la 7ª edizione del Festival Internazionale di cinema Omosessuale Transgender e Questioning organizzato dall’associazione di Promozione Sociale i-Ken ONLUS associazione LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender), ideato da Carlo Cremona e Marco Taglialatela.

Nella meravigliosa cornice dell’Institut Français di Napoli, sede del Consolato Francese, è andato in scena il “Gran Galà” di chiusura del Film Festival “Omovies 2014”.

I vincitori di questa edizione sono:
• Come miglior cortometraggio animazione omovies 2014, “Scroscio d’amore” con la regia di Maria Balzarelli, casting due cuori, una nuvola, uno scroscio di pioggia ed una moto.
Un breve racconto animato che ha saputo raccontare come affrontare le difficoltà per giungere all’Amore.
• Il premio come miglior cortometraggio documentario è andato a “Mama, please forgive me” (Stati Uniti) con la regia di Ibai Virgil-Escalera.
“A volte basta un semplice gesto, chiedere perdono, per essere capiti, per capirsi e condividere le emozioni”.
Miglior cortometraggio fiction Omovies 2014 è “Instrict Moral Evil”(Olanda), regia di Harm Weistra, coreografo Fernando Domìnguez Rincon.
“Una intensa regia che ha saputo raccontare con tre danzatori ricordi e sogni che portano a raggiungere e svelare la propria identità”.
Miglior mediometraggio Fiction, “Le malliot de bain” (Francia), regia di Mathilde Bayle.
“Delicatezza e verità, i sentimenti nuovi e sconosciuti di un ragazzino nei confronti di un adulto”.
Miglior lungometraggio fiction Omovies 2014 è andato a “Il rosa nudo” (Italia) con la regia di Giovanni Coda.
Il film racconta la storia, spesso dimenticata, delle vittime GLBT, di odio e discriminazione nella Germania nazista, vittime del cosidetto “Homocaust”.
La giuria tecnica ha motivato così la vittoria: “la conoscenza prima di tutto. Con questo film il regista ha avuto il coraggio di raccontarci con stile evocativo una delle orribili storie dell’umanità, spesso rimosse dalla coscienza civile, quella dei gay torturati e uccisi nei lager nazisti”.

La serata si apre con l’introduzione del “padrone di casa” il Console Generale di Francia – Christian Thimonier – direttore dell’Institut Français che con la sua ironia riesce a toccare le corde, anche quelle più profonde, di un “gap” ancora da colmare per i diritti omosessuali.
Maria Bolignano e Antonio Furia, bravissima la conduttrice ed irriverente la sua spalla, hanno condotto la serata catalizzando l’attenzione della sala gremita di persone e del parterre di personaggi nazionali e internazionali intervenuti sul palco.

Dalla Madrina della serata Vladimir Luxuria che con le sue parole ha strapato applausi e qualche lacrima di gioia quando ha aperto il triste capitolo della “discriminazione trans nelle carceri napoletane”, a fine serata ha dichiarato:

Un evento partecipato. É stato davvero bello vedere così tanta gente. Un evento davvero emozionante, in cui si è parlato di cinema, di cortometraggi, e di inclusione. Credo che Napoli possa essere la città leader per insegnare cosa significa la cultura dell’inclusione anche agli altri“.

Più volte emozionato è stato lui, Carlo Cremona, l’anchorman della serata:
Napoli finalmente è stata internazionale. Abbiamo avuto l’Asia, l’Europa, il Nord Europa e l’Europa Mediterranea che hanno discusso, si sono confrontate in un clima di grande fratellanza e di grande cultura. Nessuna casa poteva essere migliore dell’Istituto della Cultura di Francia. Purtroppo questa location ci fa sempre rimpiangere di più l’Italia.

Straordinaria Valentina Stella che ha emozionato tutti con la sua meravigliosa voce sulle note di “passione”. Coreografici i balli indiani di Yuvraaj Parashar e Kapil Sharma, pluripremiati attori indiani che hanno presentato al festival il primo film Bollywood gay, lottando contro tutti pur di far valere i propri diritti civili.

foto Flavia Di Vincenzo